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giovedì 10 novembre 2016

Da oggi in libreria!

Buongiorno a tutti amici lettori e non e ben trovati qua sul blog. Oggi sono qua con voi per condividere quelle che ritengo essere le uscite più interessanti a carattere libresco e che troverete nelle varie librerie a partire da oggi 10 Novembre. Che dite, iniziamo?

Partiamo con Tunué che ci presenta tre titoli davvero interessanti.

"The Passenger" di Carlo Carlei, Marco Rizzo e Lelio Bonaccorso
In The passenger, della collana Prospero's Books, si racconta una storia di mafia da un'angolatura totalmente estranea a quelle sviluppate nei consueti racconti di genere, con una rara attenzione ai dettagli, che suggerisce fin da subito il futuro cinematografico dell'opera, pronta a diventare infatti un film, sotto la direzione dello stesso Carlo Carlei.

"Il ritrovo degli inutili" di Paola Camoriano
Ne Il ritrovo degli inutili, Prospero's Books targato Paola Camoriano, l'autrice si muove con delicatezza tra le pagine, raccontando l'adolescente Elettra in una storia di scoperte, ricordi e crescita, con tavole coloratissime e narrazione vivace, che procede a mille all'ora.

"Graphic novel. Storia e teoria del romanzo a fumetti e del rapporto fra parole e immagine" di Andrea Tosti
Mentre in Graphic novel, Lapilli Giganti di Andrea Tosti, si inquadra il fenomeno del romanzo a fumetti, procedendo a una trattazione del tema completa ed esaustiva, indispensabile per chiunque voglia approcciarsi allo studio del genere, anche da un punto di vista interdisciplinare. 



Passando a Marsilio Editori, ci tengo a citarvi questo titolo riguardante la letteratura giapponese:

"Letterario, troppo letterario. Antologia della critica giapponese moderna" di Luisa Bienati, Bonaventura Ruperti, Asa-Bettina Wuthenow, Pierantonio Zanotti, Pierantoni Zanotti
La critica letteraria e la saggistica riguardante temi legati alla pratica creativa costituiscono due voci importanti nella letteratura giapponese moderna. Da Natsume Soseki e Tanizaki Jun’ichiro ad autori meno noti come il romantico Kitamura Tokoku o il futurista Hirato Renkichi, il libro introduce i lettori alla conoscenza di questo vasto patrimonio, accompagnandoli in un percorso che si snoda dagli anni ottanta del XIX secolo agli inizi del periodo Showa (1926-1989).



Per Newton Compton Editori abbiamo uscite di vario genere ed autori ma fra tutti il titolo che più ha attirato la mia attenzione è questo:

"La lettrice" di Traci Chee
In un mondo parallelo dove leggere sarà illegale l’unica arma è un libro

Una terra dove i libri sono banditi 
Una ragazza che non smette di lottare

Sefia sa cosa significa dover sopravvivere. Dopo che il padre è stato brutalmente ucciso, è fuggita con la misteriosa zia Nin, che le ha insegnato a cacciare, seguire le impronte e rubare. Ma quando Nin viene rapita, Sefia rimane completamente sola. L’unico indizio che può aiutarla a ritrovare Nin è uno strano oggetto rettangolare che il padre ha gelosamente custodito fino al giorno della sua morte. Un manufatto mai visto prima, di cui nessuno le aveva mai parlato, perché nel mondo in cui è nata e cresciuta la lettura è un’attività proibita. Con l’aiuto di questo libro e di un ragazzo che nasconde oscuri segreti, Sefia cercherà di salvare la zia Nin e scoprire che cosa sia realmente accaduto il giorno in cui suo padre è stato ucciso. Con un meraviglioso alternarsi di storie di pirati, duelli di cappa e spada e assassini spietati, La lettrice è un’avventura raccontata in modo magistrale da uno straordinario nuovo talento.

Ovviamente per tutte le altre uscite di oggi vi rimando direttamente ai siti web degli editori citati. Qualcuno di questi titoli ha attirato la vostra attenzione? Li conoscevate già? Fatemi sapere!

Alla prossima.

venerdì 28 ottobre 2016

DOMINO LETTERARIO #13 - La stanza dei kimono di Yuka Murayama (花酔ひ)

Buon pomeriggio amici lettori, oggi post doppio! Ebbene sì, oltre alle uscite del 3 Novembre, ho pensato di condividere assieme a voi anche qua sul blog (già è online sul canale Youtube), il video del domino letterario di questo mese in cui parlo de "La stanza dei kimono" di Yuka Murayama.


Qualcuno di voi l'ha letto e/o ne ha sentito parlare? Fatemi sapere!

Alla prossima.

lunedì 25 gennaio 2016

RECENSIONE "Il demone" di Tanizaki Jun'Ichirō (悪魔)


Buonsalve a tutti amici lettori e bentrovati qua sul blog. Come avete passato il weekend?
Eccomi qua tornata oggi per parlarvi dell'ultimo letto di un autore giapponese di epoca moderna che mi piace particolarmente: Tanizaki Jun'Ichirō con il suo "Il demone".
Questo è il quarto libro che leggo dello scrittore ma, purtroppo, non mi è piaciuto tanto quanto i tre precedenti, comunque sia nel video che vi lascio qua sotto ne ho parlato nello specifico.

L'avete letto o già conoscete l'autore per altre sue opere? Fatemi sapere.

Voto finale: 
Alla prossima.

sabato 2 gennaio 2016

TBR 2016

Buonsalve a tutti amici lettori e non e bentrovati sul blog. Oggi mi piacerebbe provare a stilare assieme a voi una probabile lista di quelli che sono i libri che vorrei leggere durante questo nuovo anno appena iniziato.
Ci tengo a sottolineare che quelli che andrò ad elencare non saranno i libri che leggerò in veste definitiva (magari alla fine non arrivo a leggerne nemmeno uno), ma sono quelli che mi piacerebbe inserire all'interno di quei 50 libri che è il mio traguardo minimo su Goodreads.


Cartacei (mi sono accorta di essermi dimenticata "La regina nel bosco" di Neil Gaiman): 

Talon, The Queen of the Tearling, Harry Potter and the Philosopher's Stone (da terminare), Il cavaliere dei sette regni

 Train man (Densha Otoko), Il demone, Il lago, La pioggia nera, Scene di famiglia, Il monte Hiei, Grotesque (da terminare).

Pan, Sudario, Cambiamenti.

Ebook:






In realtà, se devo essere sincera, ne avrei segnati anche altri che considero più un forse (ancora più di quelli citati sopra), essi sono:
- Tutti i 5 libri di "Eroi dell'Olimpo": contando che li ho tutti In Germania vediamo se riesco a leggerli o meno, al massimo esiste l'ebook.
- Restando sempre in zona Rick Riordan, vorrei leggere anche i tre libri di The Kane Chronicles di cui possiedo il primo in cartaceo e di cui vorrei recuperare i due mancanti entro qualche mese.
- Orgoglio e pregiudizio: sono ormai due anni che dico lo leggo e poi non lo faccio mai, vediamo se il 2016 è l'anno buono!
- La città di sabbia devo assolutamente leggerlo il prima possibile (almeno mi piacerebbe) visto che la Fazi ha annunciato una nuova versione di saghe YA (la collana Lainya) dove al suo interno ci sarà anche la saga della Laini Taylor compresa di terzo volume ancora inedito in Italia (e la cosa mi piace assai).

In realtà se potessi leggerei subito tutti i libri presenti nella mia libreria ma le giornate hanno solo 24 h purtroppo... ._."
Voi avete qualche lettura programmata per questo 2016? Fatemi sapete!
Vi lascio anche la versione video uscita sul canale YT.



Alla prossima!

giovedì 10 settembre 2015

Novità in libreria

Buongiorno miei cari amici letto e non, è da un po' che vago per i siti delle varie case editrici alla ricerca di qualche novità che stuzzichino il mio interesse di lettrice. Sono sincera, fino ad oggi non ho trovato granché ad eccezione di due titoli che vorrei far conoscere anche voi, soprattutto a chi piace la letteratura giapponese contemporanea e la letteratura inglese.


Autore: Kazuo Ishiguro
Editore: Einaudi
Pagine: 316
Prezzo: 20 €
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SINOSSI: "Attraversando terre coperte da una nebbia sottile che confonde e cancella i ricordi, Axl e Beatrice viaggiano alla ricerca del figlio. Nel paese dei britanni e dei sassoni, dove regna ormai da tempo la pace imposta da re Artù, l'uomo e la donna incontrano creature fantastiche, assistono a prodigi e sfuggono a pericoli mortali. La strada li porterà lontano, là dove li attende la prova più grande: saggiare la purezza del proprio cuore."

Ho conosciuto la raffinatezza della scrittura di questo autore solo lo scorso anno con "Non lasciarmi", un libro che in tutto e per tutto mi ha conquistata per la sua "crudeltà" (se così possiamo chiamarla) e per il suo mettere davanti agli occhi del lettore un qualcosa che potrebbe, visto il continuo crescere delle tecnologia e del campo medico, davvero accadere, una possibilità che ammetto avermi spaventata un po'. In casa possiedo anche la sua raccolta di racconti "Notturni" che credo proprio leggerò molto presto. Devo dire, però, che questa sua nuova opera, solo grazie alle poche righe della trama, è riuscita a suscitare in me parecchia curiosità. Se lo prenderò? Magari non subito, ma in futuro sarà uno dei miei acquisti.




Autore: Seikō Itō
Editore: Neri Pozza
Pagine: 208
Prezzo: 16 €
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SINOSSI: "C’è una radio che non ha bisogno di microfoni, frequenze e studi di registrazione perché va in onda soltanto nell’immaginazione di chi l’ascolta. Il suo speaker è «il superlogorroico dalla lingua sciolta» DJ Ark che trasmette dalla cima di una cryptomeria.
DJ Ark ha la netta sensazione di trovarsi impigliato tra i rami di quella pianta da un bel pezzo, ma ha un vago ricordo di ciò che gli è accaduto. Ricorda soltanto di aver sentitouno strattone improvviso e di essere stato sballottato e trascinato a decine di metri dal suolo da una forza improvvisa. Certo, sa di avere trentotto anni, un passato senza gloria da musicista rock e da manager musicale, una moglie dolcissima di nome Misato e un figlio, So − suke, che studia negli Stati Uniti; ma, per quanto si sforzi, non riesce a trovare una spiegazione razionale che chiarisca il motivo per cui si trovi lassù, tra i rami alti di quella pianta, come fosse il monaco buddhista Ro − ben che, secondo la leggenda, fu preso da un’aquila quando era ancora in fasce e lasciato, appunto, in cima a una cryptomeria.
In ogni caso fa davvero freddo da quelle parti e a DJ Ark non resta che trasmettere musica a tutto spiano, dai Monkees a Bob Geldof, a Jobim, e lanciare nell’etere una quantità esorbitante di argomenti, sovraccarico com’è, come un camion sferragliante che traballa a destra e a manca. Una valanga di chiamate lo raggiunge dai luoghi più impensati. E, tra queste, un giorno, la chiamata dell’anziano signor Ki’ichi che con voce debole gli rivela che lui, DJ Ark, e tutti quelli che ascoltano la sua radio, sono anime di defunti che continuano ad aggirarsi in questo mondo dopo che la terra ha tremato violentemente e l’onda dello tsunami li ha travolti e uccisi. Davvero, però, solo anime erranti ascoltano DJ Ark? Il giovane scrittore S, giunto come volontario a Fukushima, non è forse vivo e vegeto e non chiederà forse a DJ Ark di trasmettere una magnifica canzone di salvezza per tutti gli uomini e le donne che soffrono nel dolore?"

Non conoscevo questo autore prima di ora, infatti so veramente poco sul suo conto (tranne quello che ho letto sul sito della Neri Pozza), ma devo ammettere avermi parecchio incuriosita. Da quello che so, questo testo ha vinto anche il premio Noma ed è stato catalogato come uno dei migliori romanzi giapponesi dell'ultimo decennio. Si sa le pubblicazioni di questa casa editrice costano il suo giusto ma questo non m'impedirà lo stesso di prendere prima o poi questo libro (tanto ancora devo prendere anche l'ultimo di Natsuo Kirino quindi perchè non prendere due piccioni con una fava?).

E voi avete qualche novità che vi siete segnati e/o che incuriosiscono il vostro lato da lettori? Fatemi sapere!

Alla prossima.

sabato 31 gennaio 2015

#LetteraturaGiapponese | Nikki Bungaku

I monogatari non erano la sola letteratura che circolava durante in Periodo Heian alla corte di Heian-Kyō, anche i Nikki (diari) avevano la loro parte. In particolare in questi due nuovi video parleremo di tre titoli: Kagerō Nikki, Tosa Nikki e Sarashina Nikki.
Nel caso li abbiate letti, mi raccomando fatemi sapere come li avete trovati. ^^

lunedì 5 gennaio 2015

[Recensione] - "Amici" di Yumoto Kazumi

Cos'è la vita? Cos'è la morte? Che rapporto c'è fra l'una e l'altra? Sono queste le domande che tre studenti della scuola elementare si pongono in questo libro per ragazzi scritto nel 1992 dalla scrittrice giapponese Yumoto Kazumi, il cui titolo originale è 夏 の 庭 (Natsu no Niwa, Giardino d'estate).

Kiyama, Kawabe e Yamashita sono i tre protagonisti di questa storia. Dopo la morte della nonna di Yamashita, i tre ragazzini decidono che vogliono conoscere la morte. Questa ricerca li porterà da colui che si può considerare come il quarto protagonista di questa vicenda (e forse il più importante): un solitario vecchietto la cui vita diverrà per loro oggetto d'interesse, tanto da portarli a spiare la sua giornata giorno dopo giorno. Sarà nel momento in cui il vecchio si accorgerà di loro che cambierà tutto. La paura iniziale di quest'ultimo si trasformerà  in vera amicizia che porterà a vivere a tutti e quattro una delle estati più belle ed indimenticabile della loro vita.

Molto spesso il tema della morte viene trattato all'interno di opere di autori giapponesi, possiamo dire essere quasi la loro firma identificativa, ma mai in un modo così delicato e "leggero" come in questo breve libro. Dato il suo indirizzarsi verso un pubblico giovane, l'intero testo si presenta molto semplice e scorrevole e, grazie alla caratterizzazione letteralmente viva dei vari personaggi, riesce a catapultare il lettore (sia esso di qualsiasi età) a vivere in prima persona le vicende, belle e brutte, come se anch'esso facesse parte di questo gruppo di amici.

Un libro di cui, a te lettore, consiglio calorosamente la lettura; tanti sono gli insegnamenti che lascia ed io non ringrazierò mai abbastanza la casa editrice Atmosphere Libri per avermi dato la possibilità di leggere quest'opera da cui, nel 1994, venne tratta anche una pellicola cinematografica diretta da Shinji Sōmai.

                                             Il mio voto:
                                                                         

venerdì 19 settembre 2014

#LetteraturaGiapponese | Fittizio e realtà nei Monogatari

Vi siete mai chiesti quanto siano effettivamente reali le vicende narrate all'interno dei monogatari di Epoca Heian? Realtà e fittizio sono due fili intrecciati talmente stretti che molto spesso sembrano una cosa sola.


domenica 3 agosto 2014

#LetteraturaGiapponese: da dove iniziare? #2,3 - Periodo Heian (parte 1 e 2)

Dal mese di Aprile 2014 è nata una nuova rubrica sul Canale Youtube tutta dedicata alla letteratura giapponese. Vorresti iniziare ad approcciarti alla letteratura giapponese ma non sai da che parte cominciare? Seguimi in questo viaggio, dove ti porterò alla scoperta della letteratura del Sol Levante a partire dalla sua classicità fino a giungere ai giorni nostri! :D
In questo secondo e terzo appuntamento inizieremo ad inoltraci dentro quella che è la letteratura di Epoca Heian. Buona visione! ^_^





I testi presi in analisi sono:
- Monogatari in generale e Taketori Monogatari (p.2)
- Ochikubo Monogatari, Sumiyōshi Monogari e Ise Monogatari (p.3)

domenica 27 aprile 2014

Letteratura giapponese: da dove iniziare? #1 - Periodo Nara

Dal mese di Aprile 2014 è nata una nuova rubrica sul Canale Youtube tutta dedicata alla letteratura giapponese. Vorresti iniziare ad approcciarti alla letteratura giapponese ma non sai da che parte cominciare? Seguimi in questo viaggio, dove ti porterò alla scoperta della letteratura del Sol Levante a partire dalla sua classicità fino a giungere ai giorni nostri! :D
In questo primo appuntamento parleremo di Kojiki, Nihonshoki, Man'yōshū & Waka. Buona visione! ^_^

venerdì 11 aprile 2014

Letture d'Oriente #7 - "Inja Bungaku: Quando il Pennello svela il pensiero"

Si parla di Inja bungaku (letteratura del romitaggio), quando ci si riferisce alla persona; inja, infatti, è colui che si nasconde, l’eremita o il sant’uomo che cerca rifugio all’interno della natura. La letteratura del Periodo Kamakura (1185 -1333) fu spesso protagonista di componimenti redatti da intellettuali che, nell’arco della loro vita, decisero di prendere i voti e vivere in solitudine e meditazione. Fra tutti si ricordino: Kamo no Chōmei col suo Hōjōki (Ricordi di un eremo)Yoshida Kenkō col suo Tsurezuregusa (Ore d’Ozio). Entrambe le opere, come il più datato Makura no sōshi di Sei Shōnagon (Note del guanciale) di Epoca Heian, appartengono al genere degli zuihitsu, letteralmente <<seguire il pennello>>, ovvero lasciar correre la mano in modo che verga i caratteri a seguire i propri pensieri, è quindi uno zibaldone di pensieri, brandelli di ricordi, appunti, divagazioni del tutto buttati giù a caso.


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Cos'è "Letture d'oriente"? 
Dal mese di Settembre 2013 ho iniziato a collaborare col sito Youbookers.it dove tengo una rubrica sulla letteratura giapponese. Ogni mese potrete trovare i miei articoli su autori, opere e curiosità sulla letteratura nipponica e  sui manga. Tutte le volte che un nuovo articolo sarà online vi lascerò un breve estratto qua sul blog ed il link che vi riporterà alla pagina dove potrete trovarlo integralmente, cosicchè non diventiate matti nel cercarlo fra le pagine del sito! ^^
Spero che i miei scritti siano di vostro interesse e che possano portare nuovi spunti di riflessione e discussioni! 


martedì 11 marzo 2014

Letture d'Oriente #6 - Marzo 2011, Fukushima: letture per non dimenticare

Buongiorno amici lettori! Avrei mille mila post da scrivere (fra cui un'intervista),ma oggi è una giornata particolare quindi quest'articolo ha la precedenza su tutto.

Terremoto. Da sempre nella storia e nella letteratura giapponese, questa parola è presente in diversi nomi ed in diverse forme. Causa di disastri più o meno gravi che, in base alla loro “fama”, si sono tramandati di generazioni fino a giungere a noi.
Ne parla Kamo no Chōmei nel suo “Ricordi di un eremo” (Hōjōki, letteratura classica), il Terremoto del Kantō del 1923, uno dei più disastrosi che la storia ricordi; ma quello di cui vorrei parlarvi oggi è ancora più recente, mi sto riferendo al terribile terremoto che l’11 Marzo 2011, dopo aver dato vita ad un’onda di oltre 10 metri, ha colpito la costa del Giappone Orientale, precisamente le Regione del Tōhoku.
"Cosa c'entra tutto questo con la letteratura?", vi starete sicuramente domandando. Molto semplice: oggi, a tre anni da questo tragico avvenimento, è mia intenzione consigliarvi due letture riguardanti questa giornata.


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Cos'è "Letture d'oriente"? 
Dal mese di Settembre 2013 ho iniziato a collaborare col sito Youbookers.it dove tengo una rubrica sulla letteratura giapponese. Ogni mese potrete trovare i miei articoli su autori, opere e curiosità sulla letteratura nipponica e  sui manga. Tutte le volte che un nuovo articolo sarà online vi lascerò un breve estratto qua sul blog ed il link che vi riporterà alla pagina dove potrete trovarlo integralmente, cosicchè non diventiate matti nel cercarlo fra le pagine del sito! ^^
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domenica 26 gennaio 2014

Letture d'Oriente # 5 - "Il Romanticismo e l’Effimero" – La Trilogia Tedesca” di Mori Ōgai



Romanshugi (ロマン主義)è il termine che in Giappone designa una sensibilità artistica affine al movimento artistico europeo a cui si ricollega esplicitamente, o almeno nelle sue prime fasi evolutive. Il più grande personaggio che, grazie al suo notevole rilievo, ebbe un ruolo fondamentale nella diffusione dell’idea romantica grazie alla sua profonda conoscenza della cultura tedesca fu Mori Ōgai.
Inviato a Berlino, dove, mentre conduceva le sue ricerche mediche, coltivò le sue aspirazioni letterarie. La sua attività di traduttore portò il Giappone a conoscere molti scrittori della letteratura europea non del tutto irrilevanti, quali: Goethe, Tolstoj, Ibsen, Shakespeare, Poe, D’Annunzio e altri. Fra il 1890 ed il 1891 circa pubblicò la Trilogia Tedesca, il prodotto più significativo della sua ispirazione romantica.


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domenica 15 dicembre 2013

Letture d'Oriente # 4 - "Una tomba per le lucciole" di Akiyuki Nosaka



A volte la vita é crudele, un attimo prima é perfetta e vivi assieme alla tua famiglia a Kobe fino a quando arriva la guerra e tutto quanto cambia improvvisamente tingendosi di rosso.
Giugno 1945, la Seconda Guerra Mondiale é in corse, Seita e la sua sorellina Setsuko, per colpa si un ingente attacco aereo sulla loro cittá, sono costretti a separarsi dalla madre gravemente malata e dal padre, attualmente impegnato nella Marina Imperiale Giapponese. Tutto intorno ai due giovani fratelli si distrugge: case, villaggi, famiglie e si tinge di un unico colore, quello della morte. In tutto questo loro continueranno il loro cammino con in mente un solo ed unico obiettivo: sopravvivere.


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sabato 30 novembre 2013

Letture d'Oriente # 3 - Fra classicismo e contemporaneità: il Taketori Monogatari


Fino ad ora abbiamo sempre trattato argomenti riguardanti quella che è la letteratura giapponese contemporanea. E’ giunto il momento di fare un passo indietro di qualche secolo e di parlare di letteratura classica.
Durante la storia letteraria giapponese furono davvero molti i testi che vennero redatti e pubblicati; fra tutti alcuni hanno spiccato per eleganza, grande raffinatezza o semplicemente perché perni importanti per opere di epoche successive. Nello specifico, oggi voglio parlarvi di quella che è una della mie opere predilette di Epoca Heian: il Taketori Monogatari.

Prima di tutto però ci tengo ad illustrarvi, molto brevemente, che cos’è di per se un monogatari. Il termine monogatari è dato dall’unione di mono e kataru (raccontare), dove katari fa riferimento alla tradizione orale. S’intende il raccontare oralmente i fatti di cui l’autore è venuto a conoscenza.
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Cos'è "Letture d'oriente"? 
Dal mese di Settembre 2013 ho iniziato a collaborare col sito Youbookers.it dove tengo una rubrica sulla letteratura giapponese. Ogni mese potrete trovare i miei articoli su autori, opere e curiosità sulla letteratura nipponica e  sui manga. Tutte le volte che un nuovo articolo sarà online vi lascerò un breve estratto qua sul blog ed il link che vi riporterà alla pagina dove potrete trovarlo integralmente, cosicchè non diventiate matti nel cercarlo fra le pagine del sito! ^^
Spero che i miei scritti siano di vostro interesse e che possano portare nuovi spunti di riflessione e discussioni! 


venerdì 1 novembre 2013

[Recensione] - Serpenti e Piercing di Hitomi Kanehara

Partiamo da un piccolo presupposto: a me questo libro è piaciuto davvero molto. Su Anobii, Goodreads ed in giro per il web ho letto davvero tantissime "recensioni" (se poi semplici parole come brutto, inutile, banale e noioso si possono considerare recensioni) negative riguardo questo romanzo. In base a questo, nella mia testolina è suscitata una piccola domanda: ma abbiamo letto lo stesso libro?

蛇にピアス, (Hebi ni piasu) questo il titolo originale di quest'opera di Hitomi Kanehara, scrittrice giovanissima che all'età di ventun'anni ha vinto (grazie a Serpenti e Piercing) uno dei premi più importanti e prestigiosi della letteratura giapponese: Il Premio Akutagawa, aggiudicandosi il riconoscimento come uno dei debutti giapponesi di maggior successo degli ultimi anni (2004).

La storia racconta l' intero e metaforico viaggio di Liù, la protagonista, che attraverso una serie di esperienze eccitanti ed allo stesso tempo perturbanti, che vanno dalla modificazione del corpo, tramite pratiche quali i piercing, i tatuaggi ed il split tongue, alla sperimentazione sessuale spesso indirizzata verso il sadomasochismo e all'omicidio, in una continua ansia ed autodistruzione che nel finale sembra condurla fuori dal tunnel riportandola a vivere una nuova consapevolezza di se. E' una continua ricerca de se stessi dove sesso, dolore, morte e piacere trasportano il lettore all'interno di un mondo underground, oscuro, che, attualmente, è diventato una "parte nuova" del Sol Levante.
Con lo stesso titolo è uscito nel 2008 anche un film drammatico diretto da Yukio Ninagawa, che sicuramente
 non mancherò di guardare.
Dal mio punto di vista mi sento di consigliarne la lettura a tutti coloro che apprezzano la letteratura giapponese, in particolare a coloro che apprezzano i romanzi di Ryū Murakami; non nego che vada letto così come l'autrice ce lo presenta, non bisogna cercare, fra le pagine e le parole, un qualche pensiero e/o messaggio profondo in quanto il suo obiettivo suppongo sia semplicemente quello di mostrare quella che è la realtà: dura ed amara.

giovedì 11 aprile 2013

[Letteratura Giapponese #3] - La poesia: Man’yōshū & Waka

Ed eccomi tornata con un nuovo appuntamento con questa rubrica settimanale sulla letteratura giapponese. La settimana scorsa non ho pubblicato nulla, e mi scuso di ciò, ma non trovavo la chiavetta usb dove tengo i miei appunti universitari e senza quella non facevo nulla... >.< ... Ora l'ho trovata e quindi partiamo subito! ;)
L'argomento che andremo ad affrontare oggi tratta della poesia (argomento non da tutti amato, lo so) che non manca mai in campo letterario classico giapponese. In particolare parleremo dello waka e delle sue varie forme retoriche.

La poesia è una tradizione molto antica in Giappone, eistono molte serie di antologie (composte per ordine imperiale), ma noi oggi parleremo del Man'yōshū.

Raccolta delle diecimila foglie. È la più antica antologia di poesie, redatta intorno alla metà dell’VIII secolo (750), è composta da 20 maki contenenti circa 4500 poesie. È un’antologia “privata”, in quanto non commissionata su ordine imperiale. Viene considerata un’opera eterogenea per:
- Le epoche diverse che caratterizzano i componimenti;
- Le forme poetiche (waka, chōka, sedōka, kanshi, …;
- I temi (poesie d’amore, di commiato, natura, poesie di viaggio);
- L’estrazione sociale e provenienza geografica degli autori (molti dei quali anonimi, soldati, principi, principesse e aristocratici).
Importante è la lingua (simile al Kojiki). Redatto in man’yōgana, cioè con caratteri cinesi che vengono utilizzati ora semanticamente e ora foneticamente per riprodurre la pronuncia del giapponese orale. A differenza del Kojiki, però, si può rilevare una maggiore regolarità unita a molte eccezioni, dato che la standardizzazione si avrà con la creazione dei kana.
I componimenti che si trovano al suo interno sono completamente fatti di kanji. Un esempio di poesia:

梅の花今咲かなり桃鳥の声の来ほしき春き足るらし。
Ume no hana ima sakarinari momo tori no koe no kohoshiki haruki tarurashi.
I fiori di pesco/ ora sono nel pieno della fioritura/ di cento uccelli/ il canto è carico di nostalgia/ nella sopraggiunta primavera.

A volte la scelta dell’utilizzo dei kanji dipendeva oltre che per la pronuncia, anche per la via “artistica” intesa come immagine. I temi che principalmente vengono sviluppati all’interno dell’opera descrivono le stagioni, l’amore e i viaggi.
Il man’yōshū, per distinguere autori e temi trattati, viene suddiviso in quattro diversi periodi:
- I PERIODO: 629-672 (poesie attribuite a periodi precedenti);
- II PERIODO: 673-710 (spostamento della capitale a Heiankyō);
- III PERIODO: 710-733 (morte di Yamanoue no Okura);
- IV PERIODO: 733-759.
Nel primo periodo troviamo molte poesie che vengono attribuite a membri della famiglia imperiale e molti di questi componimenti vengono letti per poter comprendere la personalità di queste importanti figure storiche. Nel secondo periodo la figura più importante è Kakinomoto no Hitomaro, celebre per i chōka dedicati alla corte (per occasioni speciali), per i banka, poesie composte in occasione della morte di persone famose o degli appartenenti alla famiglia del poeta stesso (si ricordi il chōka attribuito alla morte della moglie del poeta) e per le poesie di viaggio. Nel terzo periodo, invece, iniziamo ad avere una maggiore concentrazione di individualità di poesie dove il nome dei poeti è più frequente. Si ricordi, ad esempio, Yamabe no Akahito e Ōtomo no Tabito.
Man’yōshū
In epoca classica il Man’yōshū veniva giudicato dai poeti di corte come un materiale da maneggiare con cautela per colpa della lingua arcaica e della sensibilità meno raffinata. Per tutto il Periodo Heian, invece, l’opera venne considerata sotto un punto di vista semantico e venne trattata con circospezione perché non è una raccolta poetica ufficiale.
In Giappone, in epoca classica, non esiste una distinzione fra poesia e prosa (come avveniva invece da noi), in quanto la poesia è molto più spontanea quando si vogliono esprimere sentimenti ed emozioni. Successivamente in Epoca Edo gli verrà attribuito la caratteristica makoto (schiettezza/sincerità) e masurao buri (mascolinità intesa come virilità/sentimento).
Del Man’yōshū io possiedo un plicco di fotocopie che ci diede la professoressa e da quello che mi ricordo (se ricordo bene) non dovrebbe esistere un'edizione italiana completa ma solo una parte (quella che fotocopiò per noi) che si trova dentro un'antologia di cui però non conosco il nome, mi spiace.. >.<

Il waka è considerata la forma più antica di poesia giapponese. Richiama spesso alla natura. Una delle più famose poesie composte in waka, è stata scritta dal protagonista dell’Ise monogatari, Ariwara no Narihira:

月や有らぬ春や昔の春生らぬ和が身一つ和本の身にして。
Tsuki ya aranu haru ya mukashi no haru naranu waga mi hitotsu wa moto no mi ni shite
Non è la stessa luna?
La primavera
Non è la primavera di un tempo?
Soltanto il mio corpo
Rimane quello di sempre.

L’andare a capo coi versi si ha solo in occidente. Per quanto riguarda la forma:
- Non presenta regolarità formali ad eccezione del metro. Non ha schemi regolari, accenti, rime o toni (ritenevano che la ripetizione fosse il “male della poesia”);
- Si divide in ku superiore 5,7,7 (kami no ku) e in ku inferiore 7,7 (shino no ku). Quindi la produzione si sviluppa su schema 5,7,5,7,7;
- Ci possono essere pause, cesure tra un verso e l’altro, le cosiddette kugire (non indicate dal punto di vista grafico).

Esempio di un componimento in waka
A causa della sua brevità il waka ha sviluppato una tradizione di figure retoriche che servono per espandere l’espressività del verso. Si ricordino:
- JOKOTOBA: parole d’introduzione. Sono una serie di parole di 3 versi che precedono un determinato termine (struttura formulaica= usate nell’epica, sono “appunti” che ricordano porzioni di testo lunghe che vengono utilizzate per la memorizzazione del testo: formule fisse). Ha una struttura arcaica e non più produttiva dopo il Man’yōshū (diverrà un singolo aggettivo). Il nesso che si crea fra jokotoba e parola modificata può essere a carattere semantico o fonetico.
- KAKEKOTOBA: parola perno. Singola parola che caratterizza due diversi significati, è una parola collocata fra due sintagmi o immagini. Tipico del kakekotoba l’uso che si fa spesso di mastu (doppio significato di “pino” e “aspettare”).
- MAKURAKOTOBA: parola – cuscino. Ha una funzione simile al jokotoba ma sono più corti (non supera le 5 more – sillabe), consiste in un unico termine che modifica in modo formulaico un determinato termine. È una risorsa arcaizzante.
- ENGO: letteralmente parole legate. Consiste nell’inserire termini che si rimandano tra loro dal punto di vista semantico con giochi di sinonimia. Esempio: kōri (ghiaccio), kiyu (svanire), mushubu (congelarsi) che riportano all’inverno e ad un amore infelice che svanisce.
- UTAMAKURA: lo si trova anche nella prosa. Sono luoghi reali o fittizi del Giappone che sono diventati stereotipi, quindi richiamandoli si evocano automaticamente le immagini ad essere associate. Esempio: Yoshino, famoso per i ciliegi e le uscite della famiglia imperiale. Oppure l’Asugawa, fiume che simboleggia il passare veloce della vita.
- KOTOBAGAKI: è un’interruzione della poesia tramite frasi che “raccontavano” con una breve presentazione in prosa, cioè davano informazioni sul tema e su nome dell’autore.

Oltre allo waka, esistono altre forme poetiche. Esse sono:
CHOKA: poesia lunga. Presenta una lunghezza indefinita e si basa sempre su versi che variano da 5 a 7 more e si conclude sempre con una coppia finale di 7 more. Questo genere poetico può essere denominato un’eccezione, dato che la poesia giapponese in genere è corta. Anche i temi che vengono presentati sono maggiori, hanno una forma più narrativa e descrittiva. Dopo il Man’yōshū se ne troveranno pochi.
SEDOKA: anche questo genere poetico scompare dopo il Man’yōshū. Presenta il metro 5,7,7,5,7,7. Ne esistono circa 60 esemplari e prendono in analisi temi riguardanti il lutto.

venerdì 29 marzo 2013

[Letteratura Giapponese #2] - Periodo Nara e Nihonshoki

Buongiorno a tutti quanti! Eccoci qua oggi con il secondo appuntamento di questa rubrica dove ogni settimana vi parlerò di un'opera o di un periodo che caratterizzò la storia della letteratura giapponese dall'età classica fino ad i giorni nostri. In particolare, dato che la volta precedente vi ho parlato del Kojiki, oggi vi andrò ad esporre qualche notizia storica riguardante il Periodo Nara e dell'altra opera che narra le "origini" del Giappone: il Nihonshoki.


Nonostante fossero già presenti attorno al V secolo del periodo Asuka, si può definire il Periodo Nara come la “prima epoca dove si trovano i primi testi scritti della letteratura giapponese”.
Prese il via nel 710 e venne anticipata da alcune cause che, successivamente negli anni,diedero vita alla cultura giapponese. Attorno al 538 in Giappone si ebbe l’introduzione del buddismo con l’arrivo dei membri del clero buddista. In quell’epoca il Giappone era popolato, in regioni distinte, da diversi clan in continua guerra fra loro. L’arrivo del buddismo portò, dopo l’unione delle due religioni, alla nascita dello shintoismo. L’introduzione di questa nuova pratica fu importante anche culturalmente in quanto permise l’arrivo nel paese di testi cinesi. Dal punto di vista politico, invece, si ebbero conflitti fra clan che portarono, un secolo dopo, all’unione del Giappone grazie ad  il principe ereditario e reggente della dell'Imperatrice Suiko (sua zia)  Umayado o anche conosciuto come Shōtoku Taishi (593-622). Sarà grazie a lui che i conflitti tra clan filo-buddisti (Soga) e clan di religione autoctona filo-kami (Nakatomi, Mononobe) ebbero fine. I primi passi di unificazione presero il via tramite:
- PRIMA: riforma Taika (645);
- POI: elaborazione del sistema legale ritsuryō (fra il 669 e il 701).
In seguito si ebbe, poi, lo spostamento della capitale da Nara ad Heijōkyō, l'attuale Kyōto.
I più importanti clan che si distinsero in questo periodo furono il clan Yamato che dominò in una delle più antiche terre del Giappone, lo Honshū (l’isola più grande del paese) ed è grazie ad esso che avviene l’unificazione dei clan (uji) con , di conseguenza, la nascita di un sistema centralizzato; ed il clan Izumo.
La letteratura del perodo Nara riflettè lo sforzo di captazione culturale attuale nei confronti della cultura continentale (soprattutto, in principio, la scrittura). I primi testi furono: il Kojiki (scritto in giapponese), di cui già abbiamo parlato (lo trovate cliccando sul nome), ed il Rikkokushi (scrittto in cinese). Si ricordano anche il Fudoki (rapporti sulle province, “Storie legate alle vicende delle singole province”, 713; scritte in cinese), ed i Kaifūsō (raccolte di poesie in cinese). 

Il Nihonshoki (日本書紀) o anche conosciuto come Nihonji (日本紀) viene letteralmente tradotto come Cronache del Giappone ed è un testo composto da 30 maki, compilato sotto il regno dell'Imperatrice Genshō (715-724) da un gruppo di eruditi. Terminato nel 720 sotto la supervisione del principe Toneri, figlio dell'imperatore Tenmu, con l'assistenza dello storiografo Ō no Yasumaro (che già conosciamo per la redazione del Kojiki).

È la più antica ed ufficiale (composta su ordine imperiale) opera che narra delle origini del Giappone. Sono i primi libri del Rikkokushi, redatti in cinese perchè rivolti verso l’esterno del Paese, il suo "compito" è quello di ripercorrere la protostoria del Giappone tramite alcuni miti che,  dall’Origine all’887, ricostruirono un passato dove i paesi esterni al Giappone potessero riconoscere il nuovo paese ormai nato. L’idea di storiografia nasce in Cina ed è sempre stata importante con, però, una piccola differenza, la successione dinastica: in Giappone si va per linea di sangue (a partire dalla Dea Amaterasu), mentre in Cina l’imperatore governa per mandato dal cielo, nominato dal popolo (che ha il diritto di scegliere chi eleggere). Si ha quindi un influsso culturale cinese in Giappone che lo reinterpreta, successivamente, a suo favore.
Purtroppo, attualmente, non esiste nessuna traduzione in edizione italiana di quest'opera.

venerdì 27 luglio 2012

[Letteratura Giapponese] - Il Kojiki: Un racconto di antichi eventi

Salve a tutti amici librofili e non, eccoci qua con il primo articolo scritto di questo blog. Quest'oggi voglio parlarvi un un libro che fa parte della letteratura classica giapponese: il Kojiki. Ho pensato di metterlo a confronto con il Nihonshoki (altro libro classico giapponese che ho studiato a lezione), che purtroppo ancora non ho avuto l'opportunità di leggere, ma che leggerò presto...

Scritto nel 712, il Kojiki (Un racconto di antichi eventi), ha la funzione di legittimare la dinastia Yamato (nella linea dell’imperatore Tenmu). Redatto in hentai (ibrido/sbagliato) kanbun, si rivolge all’interno del paese, a differenza del Nihonshoki che si rivolge all’esterno. 
Izanami ed Izanagi che con la lancia creano il Giappone
Il Giappone è la terra degli dei inquanto è nata da un atto asessuato di Izanami e Izanagi, quindi ha in se una parte del tutto divina. La dinastia Yamato individua nei culti kami (dei) uno dei possibili elementi ideologici funzionali alla propria legittimazione, si ricordi ad esempio che i simboli imperiali, nonché tesoro della corona (custodito in tre templi diversi) sono la grande spada falcia erbe (kusanagi no tsurugi) di Susanoo, la collana di pietre preziose ricurve regalati da Izanagi ad Amaterasu (magatama) e lo specchio metallico che fece uscire Amaterasu dalla grotta (mitami).

La prefazione del Kojiki narra che fu l’imperatore Tenmu ad ordinare la stesura dell’opera. Attualmente la letteratura giapponese è interessata di più al Kojiki, anche se fino al periodo Edo era il contrario ed era il Nihonshoki ad essere più importante in quanto opera scritta in cinese su modello di opere storiografiche cinesi.
Opera composta da 3 maki (rotoli/capitoli) e venne composta nel 712 da Ō no Yasumaro sotto ordine dell’imperatrice Genmei, che ereditò l’impero di Tenmu. Il Kojiki racconta una storia armoniosa risultato di una selezione di leggende, al contrario il Nihonshoki raccoglie tutte le varie versioni delle leggende e le affianca.
“Quali sono le caratteristiche del Kojiki che lo hanno fatto includere nel moderno canale della letteratura giapponese, a differenza del Nihonshoki?”
  • 1.  La scelta compositiva di presentare solo una parte della versione dei fatti e delle leggende;
  • 2.     La presenza di poesie;
  • 3. Uno stile più vivace e ritmico che rifletterebbe la tradizione orale ed una caratterizzazione più efficace dei personaggi;
  • 4.     La lingua (redatto in giapponese).

Quest’opera mostra la verità, ecco perché prende in analisi solo alcune leggende. Ō no Yasumaro si basò su racconti orali (Hiyeda no are) e scritte, le genealogie (le prime divinità) e gli annuali tramandati in testi come il Teiki (ora scomparsi).
Lo scrittore ha utilizzato i kanji per comporre un testo in giapponese (metodo non agevole). Ora però sorge una domanda: “Ma usò un kanji con il solo significato o usò due kanji che riportano il significato?”. Il problema è che Yasumaro voleva scrivere in giapponese, quindi ci volevano particelle, congiunzioni, e i kanji venivano usati a carattere di significato diverso.
Il Kojiki viene studiato a partire dall’epoca Edo da Mootori Norinaga (1730-1801), primo filologo, e diventa un veicolo per una supposta “visione autoctona del mondo”, non contaminata dalla cultua continentale. Da qui la rivalutazione e la scoperta originalità dell’opera. È da questo periodo che i kanbun cinesi passano in secondo piano.


Come già anticipato, il Kojiki viene suddiviso in tre libri:
ORIGINE DEL GIAPPONE: mito.
PRIMI 15 SOVRANI LEGGENDARI (660-310 a.C.): mito unito alle leggende.
RACCONTO DEI SUCCESSIVI 16 IMPERATORI DA NINTOKU A SUIKO (592-628): scompaiono i miti e ci troviamo in epoca storica.
Oltre ad essere un importante “documento storico”, è anche un’importante documento religioso/antropologico. 
Nel LIBRO I viene narrato il mito degli inizi, la generazione delle isole del Giappone, la lotta fra gli dei (Susanoo che darà origine al clan Izumo e Izanagi ed Izanami che daranno origine al clan Yamato), il punto d’incontro frale due tradizioni tramite gli inviati di Amaterasu (da qui l’inizio della discendenza della dea).
Il Kojiki è il punto centrale della religione shintoista.
Nel LIBRO II (dove vengono narrate le leggende famose) iniziamo ad allontanarci dal mondo degli dei. Parliamo di eroi entrati nella leggenda. Importante è l’eroe perdente Yamato Takeru, così denominato perché dopo aver riappacificato i clan compie un sacrilegio che gli costerà la vita. Per la cultura giapponese l’eroe non è il vincente ma colui che viene sconfitto perché lo riporta all’umanità e non rimane nel divno.
Sia nel Kojiki che nel NIhonshoki ci sono episodi che riconducono ad una cosiddetta “prima volta”: il primo waka (Susanoo), il primo renga (pp. 106-107), cioè la prima poesia a catena (Yamato Takeru) e il primo shinjū (Karu), cioè il doppio suicidio d’amore (uno degli argomenti ricorrenti in periodo classico sia in letteratura che in teatro). Il doppio suicidio è dato dal contrasto fra giri (situazione sociale) e ninjō (sentimento), bisogna scegliere o uno o l’altro (che deve essere il giri, in caso contrario, se si sceglie il sentimento, l’unica soluzione è la morte).
Altro importante concetto è quello dello kotodama, cioè il potere magico-sacrale della parola. Yamato kotoba (lingua di Yamato, lingua superiore): la parola incide sulla realtà, cioè ne definisce la natura. Il waka è più vicina al cuore dell’uomo, si esprimono i sentimenti con un potere che mette in comunicazione il cuore umano con ciò che lo circonda (il divino).




Copertina dell'edizione italiana del Kojiki
Kojiki: Un racconto di antichi eventi
a cura di Paolo Villani
Editio da Letteratura Universale Marsilio
Prezzo: € 12,00





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