martedì 4 giugno 2019

Il castello delle stelle di Alex Alice

Provate ad immaginare un mondo dove la "corsa allo spazio" sia avvenuta ben 100 anni prima dal periodo conosciuto. Inserite tutto questo all'interno di una storia che ricalca appieno lo stile alla Jules Verne unito alla bellezza e alla poesia delle storie create da Hayao Miyazaki. Il risultato è "Il castello delle stelle" di Alex Alice, un qualcosa di strepitoso, un viaggio fra le stelle dove bellissime tavole acquerellate prendono il lettore per mano e lo trascinano letteralmente fra i loro colori e le varie avventure che i nostri protagonisti si ritroveranno a vivere.


1869, l'esploratrice Claire Dulac parte per lo spazio alla ricerca della perfetta fonte di energia pulita e rinnovabile situata, secondo i suoi calcoli, in uno strato superiore all'atmosfera: l'etere. Ahimè non tutto andrà come previsto e giocandosi tutto, la missione fallirà e di lei verrà persa ogni traccia. Sarà suo figlio Séraphine, una volta entrato in possesso del diario della madre (unico reperto rimasto di lei), a continuare a coltivarne il sogno.
In un'Europa tinta di rosso dalla guerra Prussiana, dove intrighi, cospirazioni e colpi di stato la fanno da padroni, l'avventura del nostro protagonista prende il via ed assieme a suo padre, a Sophie e Hans (due fratellastri che conosceremo di tavola in tavola) e il Re Ludwig II, cugino della futura Imperatrice Sissi, partirà alla ricerca dell'etere ed alla scoperta di ciò che sin dall'alba dei tempi ha sempre catturato la curiosità umana: lo spazio.

Ad oggi possiamo trovare tradotti in italiano i primi due volumi dei quattro pubblicato. Due testi davvero bellissimi, una vera e propria gioia per gli occhi. Non ringrazierò mai abbastanza Oscar Vault per avermi dato la possibilità di leggerli e di essere qua oggi per parlarvene. Dire che ve li consiglio è riduttivo, soprattutto se voi alla lettura siete amanti di Jules Verne e di Miyazaki.
Ne ho parlato anche su Youtube nel caso abbiate voglia di sentirne qualcosa in più, con la speranza che vogliate compiere anche voi questo viaggio.


Alla prossima chiacchierata
Valentina



giovedì 16 maggio 2019

Aiken, il manga targato Bao Publishing

Essere lettori onnivori e masticare tante pagine nella propria vita, può portare, col passare del tempo, il viaggiatore delle parole alla ricerca di titoli sempre diversi che crescono e cambiano direttamente con lui. Un cambiamento necessario per chi non si ferma mai e cerca sempre qualcosa di nuovo, di particolare magari. Questo può avvenire sia con libri ma anche all'interno della letteratura fumettistica che, per molti aspetti, sotto questo punto di vista risulta essere (forse) anche più vasta dei libri prima citati.

Leggo fumetti sin dalla tenera età, non tutti sanno che ho iniziato con loro ancora prima che con i libri, quindi sono sempre stata molto affezionata a quest'arte che unisce disegni e parole e che, col passare del tempo, non mi ha mai abbandonata portandomi a passare da un paese, genere e target all'altro. Per quanto possa sembrare strano, i manga sono stati gli ultimi nella lunga lista ad essere entrati in contatto con me, sono "solo" una quindicina, circa, di anni che mi sono tuffata fra le loro pagine e col passare del tempo mi sono ritrovata a scoprire storie varie e simili che mi hanno fatto sognare, riflettere e portare a conoscere, di dettaglio in dettaglio, quelle che sono piccole cose che riconducono ad una cultura così lontana dalla nostra ma che da sempre mi e ci affascina: quella giapponese.
Il mercato manga è davvero vastissimo e avvicinarcisi non sempre risulta semplice per chi non bazzica al suo interno, ma c'è chi è pronto a venire in soccorso dei poveri ed indecisi malcapitati e questa volta tocca a Bao Publishing con la sua nuova collana Aiken.


"Cane adorato", è questo il significato del termine 愛犬, risulta essere visivamente l'unione fra Cliff (l'ormai conosciuta mascotte della casa editrice) e un Daruma giapponese (figura rappresentante la costanza, l'impegno, pronta ad esaudire i desideri) e si impegna a portare sugli scaffali quelli che sono titoli d'autore diversi dal solito ed assolutamente in linea con il filone narrativo a cui la casa editrice ci ha abituati fino ad ora. Ad oggi tre sono i titoli pubblicati (Henshin, Fiori di biscotto e Dosei mansion 1) ed altri, annunciati al Napoli Comicon 2019, saranno in arrivo nei prossimi mesi.

Henshin (ヘンシン), scritto e disegnato da Ken Niimura (già conosciuto all'interno del catalogo Bao come disegnatore di I kill giants) racchiude al suo interno una serie di brevi e sconnesse storie di varo tipo. Durante la lettura possiamo passare da momenti divertenti ed autobiografici dell'autore che vedremo alle prese col suo essere gattaro inside, a momenti più seri, quasi importanti riconducibili in maniera più o meno approfondita a quelli che sono, a volte, gravi elementi che possono caratterizzare la società giapponese come per esempio il suicidio, davvero ben raccontato grazie anche (e soprattutto) al tratto dell'autore. E' proprio il disegno, a mio avviso, il punto forte di questo volume: il suo essere capace di adattarsi in maniera diversa ad ognuna delle storie che si andranno a leggere me lo ha fatto apprezzare davvero tanto. Sicuramente non il mio preferito dei tre ma un titolo perfetto per conoscere più nello specifico un autore con cui già si ha avuto un primo approccio.

Per quanto riguarda gli altri titoli, ci troviamo di fronte a due opere di una stessa autrice, Hisae Iwaoka, che sanno distinguersi alla perfezione l'uno dall'altro per i loro contenuti.
Fiori di biscotto (花ボーロ), come Henshin, è un volume unico che racchiude una serie di brevi storie in cui possiamo trovare un comune denominatore che va ad attribuire un'ambientazione ben definita ad ogni racconto che si andrà ad affrontare: il complesso scolastico. Quello che ci ritroveremo a leggere, sarà letteralmente il passaggio fra le aule, i corridoi ed i cortili di presenti e passati alunni, insegnanti e persone esterne che si rapporteranno fra di loro attraverso quelli che sono elementi fondamentali che andranno a creare la futura ed organizzata società giapponese che anche noi gaijin conosciamo molto bene: l'organizzazione di quello che è il sistema scolastico così diverso dal nostro, ben strutturato e preciso nel formare i prossimi adulti e lavoratori giapponesi, il rapporto con gli altri e con quello che li circonda. Il tutto descritto in maniera molto semplice ma con un'intensità davvero forte.
Anche in Dosei Mansion (土星マンション) la società risulta essere un perno fondamentale all'interno della storia ma in maniera del tutto diversa da quella prima descritta. Primo di una serie conclusa in patria in sette volumi, ci porta in un futuro lontano (forse non troppo) dal nostro dove la Terra risulta
non essere più abitabile essendo diventata, nella sua totalità, una riserva naturale. Gli esseri umani si ritrovano a vivere in un anello sospeso attorno alla superficie terrestre suddivisi in tre livelli ben distinti in base al censo degli abitanti stessi. Mitsu è il nostro protagonista, orfano di entrambi i genitori, si ritrova a lavorare come lavavetri come suo padre prima lui, scomparso proprio durante un turno di lavoro cinque anni prima. Cosa gli sarà successo? Quale mistero aleggia attorno al suo incidente?
Un inizio che mi ha assolutamente conquistata sotto ogni punto di vista e che mi ha riportato alla memoria uno dei titoli che più ho amato all'interno della letteratura manga affrontata nel mio bagaglio culturale: Planetes. La curiosità verso l'ignoto e quello che ci è vietato e ci circonda chiamandoci a gran voce verso di sé è forte in Dosei mansion come lo era nell'opera di Makoto Yukimura di cui vi consiglio assolutamente la lettura. Non vedo davvero l'ora di avere fra le mie mani il secondo volume per proseguire con la storia.

Davvero particolare, risulta essere lo stile di disegno di questa mangaka che si presenta al lettore con un tratto assolutamente personale e totalmente diverso da quello a cui si è abituati: uniforme, poco distinguibile fra un soggetto ed un altro, soprattutto in Fiori di biscotto dove, durante la lettura, risultano uguali nella loro fisionomia ma allo stesso tempo, però, con un occhio allenato è possibile riuscire a distinguere i vari archi temporali e rapporti che si vanno a creare fra le varie storie grazie ad alcuni elementi sparsi qua e la nelle tavole e che aiutano il lettore durante questo "sforzo" visivo. Un tratto allo stesso tempo, però, molto più marcato e riconoscibile in Dosei mansion dove risulta essere più semplice per l'occhio captare la diversità fra un personaggio e l'altro.

Tre titoli così diversi e allo stesso tempo così uniti dalla tematiche sociali che vanno a presentare e per questo davvero consigliati. Ne ho parlato anche su Youtube nel caso abbiate voglia di sentirne qualcosa in più.


Alla prossima chiacchierata
Valentina

martedì 14 maggio 2019

Card Captor Sakura delle CLAMP - Aspettando Clear Card!


CLAMP, uno dei quartetti più chiacchierati, amati ed odiati del panorama manga. Autrici di opere famose ed iconiche che sono rimaste nella memoria e nel cuore dei lettori e che ora stanno tornando (da domani) anche nel nostro Paese con Clear Card, il seguito di una delle opere più amate dai loro lettori: Card Captor Sakura.

Uscito in dodici tankobon fra il 1996 ed il 2000 per conto di Kodansha e giunto poi nel 1999 in Italia sotto Star Comics, CCS (così viene abbreviato) è una storia che presenta tratti molto diversi da quello che era lo stampo lasciato dalle autrici sino a quel momento. Dopo storie come RG Veda dove viene trattata (in maniera del tutto rielaborata) la figura divina dei Rig Veda, apocalittiche come X-1999 e fantasy come Magic Knight Rayearth, le quattro autrici portarono all'attenzione del loro (e non solo) pubblico l'arrivo di una nuova eroina, di una nuova maho shojo "ragazza magica". Il majokko, così più comunemente conosciuto in Italia, era un genere di storie che già aveva molto spopolato in questo mondo letterario a partire sin dagli anni più vecchi con la nascita di Melmo da parte di Osamu Tezuka per poi giungere al suo più grande apice con l'arrivo sugli scaffali delle guerriere sailor più amate create dalla mente di Naoko Takeuchi; motivo per cui la piccola Sakura ebbe subito un grandissimo successo.
Ne venne adattata anche una serie anime abbastanza lunga di 70 episodi che va a completarsi in due film cinematografici.

Sakura Kinomoto ha 10 anni, frequenta la quarta elementare della scuola Tomoeda e vive assieme al padre Fujitaka ed al fratello maggiore Touya. Purtroppo la sua mamma è venuta a mancare quando era troppo piccola quindi non ne ha grandissimi ricordi ma l'amore che ogni giorno pervade verso di lei da chi la circonda non gliene fa sentire la mancanza, anzi è come se la sua mamma le fosse in ogni momento accanto. Le piace fare sport, non sempre si sveglia in orario alla mattina ed ha una migliore amica, Tomoyo Daidouji, che è sempre al suo fianco ed è sempre pronta a tutto pur di non perdersi nulla della sua adorata Sakura e la sua fidata videocamera la accompagna ovunque proprio per questo motivo.
Sì insomma la vita della nostra giovane protagonista procede al solito nella sua quotidianità, fino al giorno in cui entrerà in contatto, nella biblioteca personale del padre, con uno strano libro e con Kero-chan il custode di quest'ultimo che le cambieranno letteralmente la vita. Il Libro di Clow, è questo il suo nome, è magico e racchiude al suo interno delle carte che se disperse e non recuperate porteranno al mondo una grave catastrofe e sarà compito di Sakura, che ha permesso agli spiriti delle carte di fuggire aprendo inconsciamente il libro, andare alla loro ricerca. Ed è così che nasce una vera e propria cattura carte.
Non sarà semplice, soprattutto all'inizio, ed i rivali non mancheranno (awww Shaoran) ma grazie alla
sua forza ed al continuo sostegno dei suo amici e compagni di viaggio, Sakura compirà la sua missione quasi voluta dal destino che la porterà a crescere sempre di più ed a conoscere lati di se stessa che solo il tempo, e le dure sfide che la vedranno protagonista, potevano portare a galla.

Amo da sempre le avventure di Sakura, sin dalla prima messa in onda televisiva italiana, sarà che arrivo da un generazione che è cresciuta con queste storie e che ha visto Sailor Moon essere totalmente parte della propria routine quotidiana. Inizialmente la classificavo come un'altra ragazza magica fra le tante incontrate lungo il mio cammino, ma col passare degli anni il mio affetto per lei e per chi la circondava cresceva con me. Una volta arrivata a leggere il manga, la mia visione di questa storia è cambiata: ne notavo sempre la dolcezza, aiutata assolutamente anche dai bellissimi e ormai conosciuti disegni delle autrici, ma non più solo quello. Sakura era qualcosa di più, una storia che arrivava a trattare e ad unificare fra di loro tematiche importanti in maniera del tutto lineare e per nulla banale. Mi resi conto delle diversità dalla storia animata che conoscevo (ovviamente ringraziamo Mediaset per averci rovinato tutto con le sue dannate censure) ritrovandomi, così, davanti ad un qualcosa che conoscevo ma allo stesso tempo mi sembrava nuovo e pronto per essere vissuto più e più volte. I personaggi sono tutti ben caratterizzati e nel loro essere perfetti per i ruoli a loro assegnati. Li conosciamo tutti, nessuno viene lasciato indietro e la presenza di tutti risulta essere assolutamente fondamentale per la nostra protagonista, per il suo crescere e maturare come persona e come maga, e per noi lettori che ci affezioneremo ad ognuno di essi senza alcuna distinzione.

Nel momento dell'annuncio della nuova serie, sequel diretto di quella che tutti conosciamo e amiamo, ero davvero felice: il poter tornare fra i viali di ciliegi che allietano le mattine di Sakura, ritrovare tutti coloro che ho amato e con cui ho gioito e pianto. E' vero già ho visto la prima parte dell'anime che è uscito e non sempre mi ha convinta al 100% ma sono comunque entusiasta e non vedo assolutamente l'ora di averlo fra le mie mani.



Vi piacciono le CLAMP? Siete pronti per le nuove avventure di Sakura? Avete seguito l'anime?

Alla prossima chiacchierata
Valentina



                   

sabato 11 maggio 2019

Inuyasha è tornato? Mao, il nuovo manga di Rumiko Takahashi

Una brutta abitudine che dovrò prima o poi cambiare, è quella di attaccarmi ai social network appena sveglia alla mattina per sfogliare le varie notizie e vedere se è uscito qualche video e/o post interessante da parte di chi seguo.
Anche la mattinata di ieri si è svolta allo stesso modo, scorrevo la home di Youtube quasi con noia visto il mio non adocchiare nulla di interessante, fino a quando il mio sguardo non è stato catturato da un trailer in versione "manga MEP" (dovrebbero chiamarsi così) del nuovo manga della sensei Rumiko Takahashi.


"Mao", questo sarà il titolo della nuova storia, ha debuttato in Giappone giusto qualche giorno fa, l'8 Maggio, su Weekly Shonen Sunday di Shogakukan e  ci racconta dell'incontro di una ragazza ed un ragazzo provenienti da due mondi differenti. Vi ricorda qualcosa? A me sì, e anche fin troppo bene.


Inuyasha è stato il mio primo ed effettivo titolo acquistato della mangaka, nonostante già conoscessi le sue varie opere delle versioni animate, un titolo che, nonostante i suoi difetti dovuti principalmente alla lunghezza dell'opera che è andata troppo oltre quello che, secondo me, doveva essere, mi è piaciuto e resterà nel mio cuore per sempre come uno dei miei manga shonen preferiti. Con l'arrivo di Mao non so cosa pensare. Io amo la Takahashi (vi feci un mangaka che amo proprio a lei dedicato), i suoi disegni semplici ma che sanno dire quello che serve, le sue storie divertenti ma anche serie, le sue short stories brevi ma intense e le sue storie lunghe nella loro troppa brodaglia. Sono però giunta al capire che è arrivata ad un punto in cui le sue idee andrebbero rinnovate o che si limitasse a creare storie brevi lasciando da parte trame troppo lunghe ed articolate. Dopo Rinne, un Ranma 1/2 dei giorni nostri, è arrivato Mao, un Inuyasha dai capelli bicolore.
L'ambientazione storica è sicuramente diversa: abbiamo lasciato il Periodo Sengoku per, sembrerebbe, fare un viaggio avanti nel tempo verso gli inizi del 1900 a prima del devastante Terremoto del Kantō del 1923 (in un'immagine, in sottofondo, si vede in piedi la torre Ryōunkaku di Asakusa), quindi anche un contorno molto interessante che mescola la tradizione e l'arrivo prepotente dell'Occidente dopo la restaurazione Meiji.

Lo proverò quando e se arriverà in Italia? Sì, mi conosco troppo bene. Sono abbastanza dubbiosa sull'opera di per sé? Assolutamente ma vedremo una volta che sarà fra le mie mani come procederà per bene il tutto.

Voi cosa ne pensate? Quali tipi di storie della sensei preferite?

Alla prossima chiacchierata
Valentina

venerdì 10 maggio 2019

Di ritorni e novità


A te che stai leggendo queste pagine scritte per la prima volta, benvenuto.
A te che già bazzicavi fra queste parole, ben-ritrovato.

Era davvero tanto tempo che non mi capitava di sedermi al pc per mettermi a scrivere davanti ad un foglio bianco da riempire e lo ammetto, un po' mi è mancato. Sin dalla mia adolescenza il blog, inteso come piattaforma, ha sempre in un modo o nell'altro fatto parte di me e delle mie giornate, nonostante all'epoca l'utilizzo che ne facevo fosse completamente diverso dall'attuale. Non negherò mai il fatto che, per quanto mi riguarda, Youtube ed Instagram siano sicuramente più adatti al mio modo di fare e come piattaforme di condivisione, li trovo molto più nelle mie corde (per quanto io ami, ed abbia sempre amato, scrivere) e per tanti aspetti sicuramente più immediati e diretti. Perché allora tornare sui miei passi e ricominciare a scrivere qua?

Le novità sono state tante in questo periodo di silenzio ma una fra tutte ha sovrastato nell'ultimo mese e mezzo: ho trovato lavoro. Mi fa ancora strano dirlo, l'ho cercato così tanto e per così tanti anni che ancora non mi sembra reale: io che finalmente entro definitivamente a far parte di quella tanto omologata società che ha ormai inglobato tutti noi. Era ora, lo pensate anche voi? Nonostante sia un part-time, non avrò comunque più tutto il tempo che avevo prima a mia disposizione per registrate ed editare video, ed ecco il perché il mio ritorno alle origini. Questo non implicherà assolutamente il mio non pubblicare più su Youtube ma sarà sicuramente un aiuto in più in tutto quello che ho fatto, faccio e farò. Si completeranno a vicenda e si alterneranno così da rendermi il tutto molto più semplice e meno ansiogeno.
Un'altra novità a cui tengo molto è stato il mio iniziare a collaborare col sito Telefilm Addicted dove, mensilmente, pubblico articoli dedicati a quella parte visiva di cui non si sente parlare granché: documentari, talk-show e simili . Da grande fruitrice di questo genere di visioni, sono davvero felice di parlarne e potete trovare tutti gli articoli usciti cliccando qua.

Cosa troverete fra queste pagine? Nulla di diverso rispetto a prima: libri, fumetti, serie tv e chi più ne ha chi più ne metta. Tutto il mio mondo in poche parole. Spero rimarrete a farmi compagnia in questa futura avventura.

Alla prossima chiacchierata
Valentina

mercoledì 30 agosto 2017

W. W. W. Wednesday #2 - 2017

Buon mercoledì amici lettori e bentrovati in un nuovo post! Dopo due settimane di fermo, torno con la rubrica di metà settimana: il W. W. W. Wednesday.

Rubrica ideata dal blog Should be reading.  Il suo scopo è quello di tenervi in costante aggiornamento sulle mie letture in attesa del video di fine mese (specifico: entreranno, da parte mia, dentro questa rubrica anche i vari manga/comics/graphic novel e non solo libri). Ovviamente anche voi potete partecipare rispondendo con un commento qua sotto (oppure sulla Pagina Facebook, dato che posteró l'articolo anche li), con le vostre risposte! ^^ .. Le domande sono:
  • What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?
  • What did you recently finish reading? Cos'hai appena finito di leggere?
  • What do you think you'll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?
Basta perdersi in chiacchiere ed iniziamo subito!

Cosa stai leggendo?
Attualmente la mia attenzione è dedicata principalmente verso due titoli: It ed Il cerchio di pietre. Essendo ambedue non proprio piccole come letture, me le sto dosando nel tempo alternandoli in base alle mie esigenze. Se volessimo parlare di adesso, vista l'imminente ripresa della serie tv di Outlander, sono due giorni che conduco me stessa nella Scozia antica divisa fra 1755 e 1968. Nonostante per alcuni aspetti lo stia trovando un po' lento, stesso effetto che mi fece L'amuleto d'ambra, mi sta molto piacendo e non vedo l'ora di continuare con la lettura. 
Passando, invece, ad IT non ho nulla da aggiungere se non che sto trovano questa rilettura davvero un viaggio assurdo. Fino a poco tempo fa credevo di ricordarmi ben poco, in realtà, pagina dopo pagina, la mia memoria si risveglia e mi porta a ricordare gli avvenimenti successivi.


Cos'hai appena finito di leggere?
Dall'ultimo aggiornamento, in realtà, non ho terminato chissà quante letture, nemmeno in campo fumettistico. Anima è il primo titolo che vi cito, un testo splendido che mi ha toccata non poco nel profondo, sarà davvero difficile parlarne nel wrap up di fine mese. Sapendo poi verso cosa mi sarei imbattuta (IT), ho deciso di staccare un attimo il cervello portando a termine la lettura della serie manga The gentlemen's Alliance Cross di Arina Tanemura di cui vi ho anche parlato sul canale e vi lascio il video.


Cosa pensi leggerai in seguito?
Sinceramente? Non ne ho la più pallida idea. Sicuramente leggerò il volume per la booktubeitalialeggeindipendente di Settembre (lo sto ancora aspettando), casa editrice estratta è Bao. Per il resto, oltre ai libri che ho scelto per la Septubeathon di quest'anno, mi dedicherò a portare a termine le attuali letture, niente di più, niente di meno.

Le vostre letture estive come procedono? Avete letto bei libri fino ad oggi nel 2017? Fatemi sapere!


Alla prossima.
Valentina

domenica 27 agosto 2017

Serie tv - Le mie sigle preferite #1

Se c'è una cosa che amo particolarmente vedere in una serie tv (compresi anche anime ed affini) è l'opening che la preannuncia. Vi sembrerà strano, ma è così. Sono un'ottimo incipit alle varie atmosfere che troveremo e ci avvolgeranno durante la visione della storia.


 Quella che vedrete oggi sarà la prima parte, di non so quante, in cui vi mostrerò, a gruppi di cinque alla volta, quelle che sono le mie varie opening preferite (e credetemi quando dico di averne davvero tante).

1. American horror story. Quanto sono disturbanti le varie sigle di questa serie? Un sacco, ma le amo tutte dalla prima all'ultima proprio per questo motivo. Fra tutte, però, ce n'è una che mi ha conquistata leggermente di più ed è quella della quarta stagione, Freak show (anche se devo ammettere che se la gioca parecchio con quella della settima in uscita a breve).


2. Outlander. Nulla è paragonabile alla bellezza di ognuna delle varie opening che la caratterizzano. Musica, dettagli ed immagini che si evolvono con la storia e si adattano ai contenuti che seguono le vicende, cosa si può volere di più?

Altre versioni: Stagione 1 alternativa | Stagione 2 prima parte / seconda parte.

3. Penny Dreadful. Altra opening che, in poco meno di due minuti, riesce, grazie alla musica ed alle sua atmosfere, a rendere alla perfezione quello che circonderà lo spettatore in ogni singolo episodio per ogni singola stagione.


Le ultime due che vi andrò a citare oggi arrivano direttamente dal catalogo di HBO ed avrete già capito di cosa parliamo (almeno per una):
4. Westworld. Iniziai questa serie lo scorso anno senz'alcuna aspettativa, sì mi piaceva, dalla trama, come presentava al pubblico le varie tematiche trattate ma allo stesso tempo ero molto diffidente sul risultato finale, dopotutto non è semplice unire l'antico west e la fantascienza in maniera intelligente. Beh, è meravigliosa sotto ogni suo aspetto e non vedo l'ora che inizi la seconda stagione!


5. Game of thrones. E poi c'è lei, la opening che tutti almeno una volta nella vita hanno mandato indietro 4/5 volte prima di far partire definitivamente l'episodio (io l'ho fatto). Basta un minimo di accenno per iniziare a cantarla a tutta voce. Chi non la ama? Chi? Ormai anche chi ancora al mondo (esistono) non ha iniziato la serie (poveri figli dell'estate) la canta a prescindere.
Al solo pensiero che stanotte andrà in onda il season finale della settima stagione e poi dovremmo aspettare fino al 2018/2019 per l'ottava ed ultima mi sento male.


Ed eccole qua, le mie prime cinque opening preferite, voi ne avete qualcuna? Fatemi sapere! 
Alla prossima
Valentina

sabato 26 agosto 2017

Arina Tanemura - Mangaka che amo #3


Buon sabato ragazzi, come state? Scusate l'assenza di questi ultimi giorni ma, oltre ad essere stata totalmente rapita dalla visione (prima) di Defenders e (ora ) di Agents of S.H.I.E.L.D. e dalla rilettura di IT, ho avuto un po' di cose da fare che mi hanno portata a non aver tempo per mettermi al PC a scrivere. Ho in coda alcuni post che mi sono segnata e che presto farò uscire quindi restate connessi!

Oggi ci tengo a far "vedere" anche a voi l'ultimo video uscito sul canale. Ho avviato tre mesi fa, assieme alla carissima Aphrodite Urania, una rubrica a cui tengo particolarmente: mangaka che amo. In cosa consiste? Ogni mese ognuna di noi vi parlerà in modo del tutto generico di un mangaka che ci piace particolarmente e delle sue varie opere (che abbiamo letto) soffermandoci soprattutto sul perchè, a nostro modesto parere, dovreste leggerle.

Dopo Rumiko Takahashi e le CLAMP, questo mese di agosto ho concentrato la mia e vostra attenzione su un'autrice conosciuta ed apprezzata soprattutto per i suoi meravigliosi disegni e per la delicatezza con cui tratta molto spesso le sue opere: Arina Tanemura.


Vi è mai capitato di leggere qualcosa fra le sue opere pubblicate in Italia? Fatemi sapere.
Alla prossima 
Valentina

martedì 22 agosto 2017

Serie tv - Marvel's Luke Cage (Netflix)


Netflix, che meravigliosa invenzione. Sin da suo approdo in Italia abbiamo fatto coppia fissa e mai ci siamo lasciati (e mai ci lasceremo). Non so cosa facessi prima del suo arrivo, probabilmente quello che faccio ancora tutt'ora ma con una spinta in più. Ho visto molti suoi titoli originali e nessuno (fino ad ora) ha mai deluso le mie aspettative, a partire proprio dai vari vigilanti Marvel.
Daredevil è stato il primo, seguito a ruota da Jessica Jones e da Iron Fist. Sento una voce da lontano affermare: "ma Luke Cage?". Tranquilli ho conosciuto anche lui, ci siamo ritrovati faccia a faccia solo di recente, negli ultimi giorni, ed è proprio di lui che vi andrò a parlare oggi. 
Nel caso v'interessasse la mia opinione, non richiesta, riguardo gli altri vigilanti, trovate nei seguenti link i vari video in cui ne ho parlato: 

Torniamo a Luke Cage. Anche in questo caso, come per le precedenti citate, ci troviamo davanti ad un prodotto originale Netflix. Disponibile sulla piattaforma nella sua interezza a partire dal 30 settembre 2016, attualmente conta una stagione composta da 13 episodi ed è stato rinnovato per una seconda prevista per il 2018.
Personaggio, quello di Luke Cage, già incontrato in Jessica Jones dove sì abbiamo iniziato a conoscerlo ma di cui, a parte i suoi poteri, non sapevamo granché. Devo essere sincera: in principio non mi aveva affatto conquistata e questo, assieme ai numerosi pareri per nulla positivi alla serie in generale, è stato uno dei motivi che mi hanno portata a saltarne la visione nel momento di uscita, almeno fino ad ora quando, con l'uscita di Marvel's Defenders mi risultava assolutamente necessario scoprire anche lui. E meno male che l'ho fatto! Ci sono stati molti momenti, durante la visione, in cui continuavo a domandarmi se io e coloro che l'hanno criticata avessimo visto la stessa cosa. Non riesco proprio a capire cosa presenti di diverso da una prima stagione di DD o JJ, dove è necessario entrare all'interno della psiche del personaggio tramite il suo essere di oggi ed il suo io passato. In sostanza: è normale che risulti essere lenta, non ci troviamo davanti ad un film Marvel ma ad un qualcosa di diverso, più interiore e cupo per molti aspetti, che vive comunque all'interno del Marvel Cinematic Universal (MCU). 


Ma chi è Luke Cage? Conosciuto anche, nella sua vita passata, come Carl Lucas, è un ex-detenuto fuggito dalla prigione di Seagate dopo aver subito alcuni esperimenti che gli hanno donato una superforza. Dopo essere entrato in contatto con Jessica Jones ed aver scoperto alcuni dettagli sulla morte di sua moglie Reva, deciderà di tornare a vivere nel quartiere di Harlem per cambiare definitivamente vita, o almeno così lui crede, fino a quando non si troverà risucchiato da alcuni problemi che lo trascineranno nel ruolo di "protettore del quartiere" e gli faranno passare non pochi guai.

Se c'è una cosa che ho apprezzato in ognuna delle serie Marvel, è la palette di colori che caratterizza e distingue ogni singolo vigilante. Luke Cage non è da meno. A differenza di un Daredevil ed una Jessica Jones dove vediamo principalmente l'uso di luci e colori molto scuri tendenti al rosso/nero, per il primo, ed al blue/viola, per la seconda, qua vengono usati colori caldi che vanno ad ammorbidire il tutto con una sfumatura gialla quasi accogliente (un po' come in Iron Fist con la differenza che in quest'ultimo citato i colori vengono, invece, spesso alternati in base alle situazioni).
La storia, a mio modesto parere (e come citato in precedenza), procede ritmatica e non annoia mai, anzi in certe situazioni ti presenta alcuni piccoli colpi di scena che rendono il tutto ancora più interessante, tanto da portarti a volerne sapere sempre di più. I personaggi non sono da meno in questo, a partire proprio da Luke, il protagonista, un uomo che ha vissuto una vita per nulla semplice che l'ha visto evolversi, piano piano, anche contro la sua volontà. Abbiamo anche qua Claire, il collante che collega un po' tutti e quattro i nostri eroi. La vedremo aiutare Luke al meglio ed allo stesso tempo la vedremo anche alla ricerca di un posto adatto a lei, soprattutto dopo tutto quello che le è successo venendo a contatto con questo mondo.
Per non parlare di tutti gli altri che circondano la storia, sia facenti parte dei buoni che dei cattivi. In particolare ho apprezzato moltissimo Misty, la detective di polizia, con il suo non arrendersi mai nemmeno davanti alle apparenze e Cottonmouth, uno dei villain della situazione.

Vogliamo parlare anche della sigla? Bellissima come le precedenti (e quella di Defenders).


E' una serie che vi consiglio calorosamente di vedere (nel mentre vi sfido a trovare il solito cameo di Stan Lee), soprattutto se già avete affrontato gli altri e volete vedere anche Defenders, è necessaria per capirne meglio la trama (com'è necessaria, prima, anche la visione delle altre serie singole). Non ne rimarrete delusi, anzi fra un pugno e un proiettile vi ritroverete giunti alla fine senza nemmeno accorgervene. 

Possedete Netflix? State seguendo le varie serie Marvel? Qual è la vostra preferita? Avete visto Luke Cage? Fatemi sapere!

Alla prossima
Valentina

sabato 19 agosto 2017

Serie tv: inizia il conto alla rovescia!

La pausa estiva delle varie (millemila) serie tv che seguo ancora non è finita e già sono qua a tener d'occhio i vari coundownd segnalati dal mio fidato Tv show time.
Devo ammettere che quando arriva l'estate un pochino mi manca il depennare i miei 4/5 episodi praticamente tutti i giorni ma la stagione autunnale si avvicina ed io sono già qua a mettermi le mani nei capelli. E' il caso che inizi a darmi una regolata.


Vediamo un po' cosa mi aspetta nei prossimi mesi (escludendo quelle in corso ora):
27.08 Victoria 02x01: la prima stagione mi affascinò tantissimo anche se è durata troppo poco a mio avviso. Davvero curiosa di vedere come prosegue la storia!

05.09 American Horror Story 07x01: come per le precedenti anche questa nuova stagione tratterà una nuova trama e chi di voi alla lettura ne è riuscito/a a captare il filone m'illumini, perché io proprio non riesco ad arrivarci.

10.09 Outlander 03x01: sto leggendo giusto in questo periodo Il cerchio di pietre, la prima parte del terzo libro che darà vita alla terza stagione e sono pure indietro come i somari. Quello che sto leggendo mi sta piacendo molto e sono proprio curiosa di vederne la trasposizione, spero solo di muovermi perchè almeno finchè non ho finito la prima parte, non guarderò nulla.

13.09 Card Captor Sakura 04x01: precisamente l'episodio speciale con il finale vero e proprio del manga in vista della nuova serie anime che inizierà a Gennaio. Non sapete di cosa sto parlando? Guardate il trailer!

28.09 Gotham 04x01: mamma mia che finale quello della terza, ho un hype davvero alto per questa quarta stagione. Gotham è una di quelle serie che, a mio avviso, più vanno avanti più migliorano a differenza di tante altre la cui curva di apprezzamento, invece, procede in senso opposto.

30.09 Digimon Adventure Tri 05x01-02-03-04 alias il quinto film. Per di più io sono un sacco indietro con la visione delle varie parti, devo assolutamente riprenderle!

02.10 Lucifer 03x01: dopo il finale della seconda stagione aspettavo davvero con grande ansia il seguito, sono successe un sacco di cose e voglio davvero vedere come procede il tutto.

06.10 Once upon a time 07x01: quando finii la sesta l'unica cosa che mi venne in mente da dire era "davvero un perfetto finale per il ciclo di storia, che senso ha andare avanti?". Ho visto il trailer del comicon qualche tempo fa e devo dire che, nonostante i miei continui dubbie poche certezze, sono curiosa di vedere cosa ne verrà fuori, sperando che tutto questo non vada a rovinare una delle mie serie tv preferite.

09.10 Supergirl 03x01: il finale di Supergirl, come quello di ogni maledetta serie targata CW, ha distrutto il mio povero cuoricino in mille pezzi per poi ricomporlo e spezzarlo di nuovo. Non so davvero cosa aspettarmi in questa stagione, spero solo in una qualche ritrovo fra Kara e Mon'el, tutto qua. Ah, vi prego: più cross-over fra i supereroi DC, GRAZIE!

10.10 The Flash 04x01: la terza stagione, nonostante mi sia piaciuta molto, presentava parecchi altri e bassi e troppe "ripetizioni" a mio avviso ed a tal proposito poteva valere lo stesso discorso fatto con Arrow: dimezzare è meglio che allungare.
          Dc's Legends of tomorrow 03x01: unica cosa che posso dire sulle Leggende è che spero sia divertente come le precedenti stagioni, anche perchè è una di quelle serie da cui non mi aspetto chissà cosa a carattere di trama, almeno rispetto alle sue varie parenti sopra e sotto citate.

11.10 Riverdale 02x01: la stagione precedente è stata una grande rivelazione per me, quando la iniziai non credetti minimamente che potesse piacermi così tanto. Ora, siamo sinceri, poteva tranquillamente essere una di quelle serie tv auto-conclusive ma hanno deciso di proseguire, vedremo come andrà sperando che non cada nel trash più totale perchè mi dispiacerebbe, e non poco.

12.10 Supernatural 13x01: che dire di Supernatural se non "ma non è ancora arrivata l'ora di chiuderla?". Per quanto io ami questa serie, le sue storie ed il suo personaggi, dopo un po' si arriva ad un punto in cui s'iniziano a vedere le tirate di trama e l'inserimento di quei stereotipi messi sono per far felici i fan. La guarderò, ovvio che lo farò, ma con la speranza che presto veda il suo epilogo.
          Arrow 06x01: la quinta stagione non mi aveva soddisfatta granché, anzi. Sicuramente il finale è           stato un totale WTF ma devo ammettere che trovarmi davanti diciannove episodi noiosissimi               ed a soli quattro belli, un pochino mi ha demoralizzata. Spero che con questa sesta non vadano           a peggiorare e, nel caso, se necessario, la dimezzino pure.

27.10 Stranger Things S2 (Netflix): qua davvero non ho nulla da dire se non guardatevi il trailer e morite assieme a me in attesa della data di rilascio!


Si insomma, come prevedevo, il nulla ed ancora mi devo informare bene su cosa inizierà di nuovo fra programmazione americana e Netflix, contando che alcune già fanno parte della mia lista di cose da vedere (Marvel's Inhumans e la serie anime The Ancient Magus Bride).

Dico solo questo: a i u t o. Non ce la farò mai.


Voi come siete messi a serie tv? Ne seguite troppe come la sottoscritta oppure avete più ritegno di me? Fatemi sapere!

Alla prossima
Valentina



venerdì 18 agosto 2017

Recensione "La figlia di Odino" di Siri Pattersen

Cosa c'è di meglio, in un'estate terribilmente calda come questa, di una bella storia fantasy dove miti e leggende nordiche ti prendono per mano e ti trasportano all'interno di un mondo nuovo, dove creature particolari vivono la loro vita fra quotidianità e paura del diverso?
Prezzo: 21,00 €
Data uscita: 08.06.2017
Formato: Rigida
La figlia di Odino è il primo libro della trilogia "Raven Rings" scritta da Siri Pattersen, autrice norvegese da poco approdata in Italia grazie a Multiplayer edizioni (che ringrazio già da ora per la copia cartacea del romanzo) e di cui presto, se ho ben capito, avremo anche i seguiti.

La nostra vicenda si svolge a Ymslanda, Hirka ha quindici inverni e non sempre riesce a sentire vero il suo appartenere a quel luogo. Passa le sue giornate fra l'aiutare il padre a vendere erbe medicinali e l'esercitarsi per l'evento più importante dell'anno e che caratterizzerà non poco la sua vita e quella dei suoi coetanei: il Rito.
Quando si dice che un qualcosa di normale per noi risulta essere anormale per altri non sempre si dice una bugia, infatti una cosa molto importante la differenzia dal resto delle persone che la circondano, non ha la coda e questo dettaglio, molto spesso, la porterà a sentirsi osservata e "chiacchierata" da tutti. "Hirka la senzacoda", ecco come verrà spesso additata.

"Dunque le cose stavano proprio così. Era una creatura menomata che non era in grado di evocare. Era cieca di fronte al Dono. Le era stato negato ciò che tutti gli altri avevano. Era priva del Dono. E anche della coda."

Fra gli abitanti di questo mondo vige un'antica storia sui Figli di Odino (conosciuti anche come "il marciume") e sugli Orbi, creature antiche e malvagie che potrebbero tornare da un momento all'altro e portare alla distruzione del mondo attualmente conosciuto. Hirka ancora non lo sa ma in realtà lei è proprio una Figlia di Odino e nel momento in cui ne verrà a conoscenza, la sua vita cambierà totalmente.

Quello che ci troviamo davanti, durante la lettura, è un testo in totale stile fantasy classico dove il viaggio ed il percorso di scoperta e di accettazione di se stessi la fanno da padroni all'interno della trama non senza quel tocco di avventura ed ostacoli vari che non guastano mai. Se fra voi lettori è presente qualche amante di GDR, sicuramente si sentirà a casa fra le pagine di questo libro, il modus operandi non vi risulterà nuovo, anzi a me ha dato spesso la sensazione di trovarmi di fronte ad una sessione di Dungeons & Dragons.
Se c'è una cosa che ho davvero apprezzato all'interno di tutto il pacchetto è sicuramente il mondo creato da Siri Pattersen. Avete presente quello stile alla Martin molto dettagliato, spesso quasi troppo, e totalmente prolisso ma che, nonostante tutto, riesce ad avvolgerti ed a farti vivere e vedere in prima persona quello che stai leggendo? Montagne innevate e ricoperte da vaste e fitte foreste, abitazioni in legno lungo le vie, locande rumorose dove solo un invitante profumo di carne e/o zuppa riesce a ridarti vigore dopo un lungo viaggio, città maestose con immensi palazzi all'orizzonte. Ecco, è quello che troverete fra le pagine di questo libro.

Anche i personaggi sono un grandissimo punto di forza a partire proprio da Hirka, la nostra protagonista. Leggendo storie di questo tipo, normalmente, si è abituati ad approcciarsi a creature particolari e soprattutto con abilità particolari (magia, combattimento, ecc...), qua non è così. Hirka, nonostante il suo essere anormale in quella che per noi risulta essere la normalità, è una persona come tante e non possiede particolari qualità (tranne i suoi capelli di un rosso fiammante e la coda mancante, ovviamente). Ha vissuto nella menzogna per tutta la sua vita e nel momento in cui la verità le verrà rivelata tutto il mondo, già abbastanza negativo per lei, le crollerà definitivamente addosso e la porterà a fuggire lontano, a volersi nascondere da tutto e da tutti, in particolare dal Consiglio e da Rime, il protagonista maschile della vicenda. Lui ed Hirka, nonostante i pochi anni di differenza, hanno passato gran parte della loro infanzia e si sono allenati assieme, si conoscono da tanto ma allo stesso tempo non si conoscono totalmente. Rime ha vissuto un'infanzia dolorosa, dovuta in primo luogo dalla morte di entrambi i suoi genitori ed in secondo luogo dalla consapevolezza della vita che lo aspetterà una volta cresciuto e pronto per prendere il posto della nonna all'interno del Consiglio, ruolo che non vede per nulla adatto a se stesso.
I personaggi ovviamente non si fermano ai nostri due protagonisti, in realtà sono tanti ed ognuno diverso dall'altro e si muovono alla perfezione fra i fili della loro storia e di quella che li circonda.

Un libro davvero avvincente, per nulla banale e scontato che porterà te lettore a vivere, fra le sue pagine, mille avventure da cui sarà doloroso staccarsi una volta giunti alla "fine" del viaggio.


Notizia degli ultimi giorni: Siri Pattersen sarà presente come ospite della casa editrice al Lucca Comics & Games 2017! Per maggiori info leggete qua.
Sono riuscita ad incuriosirvi un pochino? Avete letto questo libro? Già conoscevate la saga? Fatemi sapere.

Alla prossima.
Valentina

giovedì 17 agosto 2017

Libri che (probabilmente) non leggerò mai TAG

Era un po' che avevo in cantiere la voglia di fare questo tag che ha parecchio spopolato nella book community di Youtube (immagino anche qua fra i blog) ma non mi decidevo mai a registraro. Non saprei dire perchè o per come ma rimandavo sempre. Oggi ci siamo, è il giorno.

1. Un libro molto famoso che non sei interessato a leggere. Ci sono due titoli in particolare che al momento non rientrano all'interno della mia TBR più prossima: Le ragazze di Emma Cline e la saga de Il trono di ghiaccio di Sarah J. Mass. Non è detto che in futuro io non provi ad approcciarmici ma attualmente li vedo troppo spesso in giro e mi è un po' passata la voglia. So che in tanti ritengono che il dire "non leggo un libro perchè troppo pubblicizzato o troppo nominato" essere una motivazione superficiale ma io non la vedo così, dopotutto state parlando con colei che ha letto Hunger Games, con la sua calma, eoni dopo tutto il resto del mondo, quindi...


2. Una serie di libri che non comincerai/finirai. Non ho serie che non comincerò, o almeno non adesso. Ce ne sono alcune che attirano parecchio la mia attenzione ma che non ritengo essere particolarmente urgenti, ecco (e poi ne ho ancora troppe da portare a termine). A parte la sopra citata Il trono di ghiaccio, una saga che ho iniziato anni fa, che ho molto apprezzato col primo volume ma che con gli anni ha visto il mio interesse andare scemando radicalmente è quella de La chimera di Praga di Laini Taylor. Mi avevano molto affascinata il modo di scrivere dell'autrice e tutto quello che aveva creato dietro la storia, la trovavo (e la trovo tutt'ora) molto particolare ed originale ma la serie è rimasta bloccata per troppi anni prima dell'arrivo del terzo ed ultimo volume della saga.


3. Un classico che semplicemente non ti interessa. Anche qua, non ho un vero e proprio classico che non m'interessa perchè in fin dei conti sono libri che prima o poi coi miei tempi leggerò. Se dovessi citarne uno direi I promessi sposi di Manzoni che per quanto l'abbia studiato a scuola (e mi abbia fatto portare a casa un bel nove) e quindi io sappia di cosa stiamo parlando, non ho intenzione, al momento, di riprenderlo in mano per leggerlo integralmente. Stesso discorso vale per Il barone rampante ed il Visconte dimezzato di Calvino. Io amo Calvino ma questi due testi me li fecero leggere come letture obbligatorie alle scuole medie e non riuscii proprio a farmeli piacere. Mi piacerebbe prima o poi rileggerli da adulta, e completare la "Trilogia degli antenati" con Il cavaliere inesistente, ma per ora bypasso con piacere.

 

4. Generi letterari che non leggi mai. Se mi seguite sul canale e qua sul blog da un po', sarete sicuramente a conoscenza del mio essere una lettrice totalmente onnivora. Non ho generi che non leggerò mai, ma ho generi che leggo raramente o poco rispetto ad altri: libri a carattere politico/attuale (non mi piace la politica ma se l'argomento m'interessa faccio un'eccezione) ed i romance puri (non li sdegno ma leggo già abbastanza manga shōjo quindi compenso così).

5. Un libro che probabilmente non leggerai mai. Non saprei proprio.

E voi cos'avreste risposto? C'è qualche libro/saga che non attira la vostra attenzione o che non leggerete mai? Fatemi sapere.

Alla prossima.
Valentina

mercoledì 16 agosto 2017

W. W. W. Wednesday #1 - 2017

Ebbene sì, l'ho fatto di nuovo e questa volta è durata quasi un anno buono. Ormai avete capito come sono, prendetemi così. Non intendo perdermi in scusate varie perchè questa volta non esiste una motivazione vera e propria se non la pigrizia, forse. Ero arrivata ad un punto in cui aggiornare il blog un pochino mi pesava e nonostante ogni giorno dicessi "oggi aggiorno", non lo facevo mai.

Erano alcuni giorni, però, che pensavo a questo mio piccolo angolo scritto sul web ed al suo destino, mi dispiaceva vederlo abbandonato a se stesso, sono passati troppi ragni e si è accumulata troppa polvere sui suoi scaffali, così ho detto "basta, è ora di rimettercisi sotto" e quindi rieccomi qua.

Come ho accennato prima è passato davvero tantissimo tempo dall'ultimo post e le cose da dire per farvi un sunto fino ad oggi sarebbero davvero troppe quindi ho pensato "perchè non ripartire con un aggiornamento sulle letture?".
Benvenuti nel primo W. W. W. Wednesday del 2017!

Lo scopo di questa rubrica e quella di tenervi in costante aggiornamento sulle mie letture in attesa del video di fine mese (specifico: entreranno, da parte mia, dentro questa rubrica anche i vari manga/comics/graphic novel e non solo libri). Ovviamente anche voi potete partecipare rispondendo con un commento qua sotto (oppure sulla Pagina Facebook, dato che posteró l'articolo anche li), con le vostre risposte! ^^ .. Le domande sono:
  • What are you currently reading? Che cosa stai leggendo?
  • What did you recently finish reading? Cos'hai appena finito di leggere?
  • What do you think you'll read next? Cosa pensi leggerai in seguito?

Basta perdersi in chiacchiere ed iniziamo subito!

Cosa stai leggendo?

Come al solito, purtroppo, nella prima metà dell'anno mi sono impelagata in tante letture iniziate e poi lasciate in disparte, il perchè non lo so nemmeno io (mi stavano piacendo tutte), di conseguenza all'attivo ho un sacco di roba ma nonostante ciò continuo ad iniziare e terminare la lettura di altri libri e fumetti. In questo preciso momento la me lettrice è stata totalmente rapita da "Anima" di Wajdi Mouawad (riuscirò prima o poi ad impararne la pronuncia) che non mi abbandona da qualche giorno. Oggi conto sicuramente di finirlo e so già che sarà dura una volta arrivata al punto dell'ultima pagina. Ah sì, stavo dimenticando "Il cerchio di pietre" di Diana Gabaldon che ho in lettura in vista della terza stagione di Outlander.



Cos'hai appena finito di leggere?

Troppa roba, sul serio. Quella che sta passando è un'estate ricca di letture diversissime fra di loro sotto ogni aspetto. Ad oggi ho portato a termine quattro libri e sono stati tutti uno più bello dell'altro. Vi lascio la foto della mie TBR degli ultimi due mesi per darvi un'idea (non ho ancora iniziato Il marchio di Atena e non so se lo inizierò perchè domani vorrei riprendere in mano anche IT).



Cosa pensi leggerai in seguito?

Come ho accennato sopra, già da domani conto di riprendere in mano IT e mettermi avanti per bene in attesa dell'inizio della Septubeathon di quest anno (perchè sì, si ripete anche nel 2017!). Alternerò la lettura con una sfilza di manga presi ad inizio mese (avevo giusto due mesi e mezzo di roba da recuperare in fumetteria) così da spaziare un po' e non morire sentendomi perseguitata da Pennywise.


Le vostre letture estive come procedono? Avete letto bei libri fino ad oggi nel 2017? Fatemi sapere!

Alla prossima.


venerdì 25 novembre 2016

Novità in libreria!

Ciao ragazzi! Come state? Scusate l'assenza ma in questo periodo non sono stata molto bene (sono stata anche poco costante con la programmazione sul canale quindi figuratevi) ma eccomi qua tornata al 50% delle mie forze per segnalarvi quelle che sono state a mio avviso le uscite più interessanti dell'ultimo periodo in cui non ci siamo visti.

Per Iperborea abbiamo due titoli davvero molto interessanti dal mio punto di vista.

"Il giardino dei cosacchi" di Jan Brokken
San Pietroburgo 1849, Fëdor Dostoevskij è davanti al plotone d’esecuzione, accusato di un complotto contro lo zar. Solo all’ultimo secondo viene risparmiato dalla morte e deportato in Siberia. Il ventenne Alexander von Wrangel, barone russo di origini baltiche, ricorda bene la scena quando qualche anno dopo è nominato procuratore della città kazaca dove Fëdor sta ancora scontando la pena, nella logorante attesa della grazia. Due spiriti affini, uniti dal fervore etico e intellettuale e innamorati perdutamente di due donne sposate: il giovane baltico della femme fatale Katja, e Dostoevskij della fragile ed eternamente infelice Marija. Confidenti, complici e compagni di sventura, Fëdor e Alexander si aggrappano uno all’altro come a un’ancora di salvezza nella desolazione siberiana, riuscendo a ritagliarsi un rifugio nel «Giardino dei cosacchi», vecchia dacia in mezzo alla steppa che diventa un’oasi di pensiero e poesia nella corruzione dell’Impero. In un appassionante romanzo «russo» basato su documenti, memorie e lettere giunte fino a noi, Brokken racconta un’amicizia che si intreccia alla storia politica e letteraria di un paese e attraverso la voce del barone Von Wrangel ricompone un ritratto intimo del grande autore ottocentesco. Un uomo «esiliato, tormentato, umiliato e risorto con le sue ultime forze», che vive la scrittura come una necessità febbrile e un’ossessiva indagine sul lato oscuro dell’animo umano, in perenne lotta con i debiti, la malattia e una vita estrema in cui riecheggiano tanti motivi dei suoi capolavori letterari.

"La prima moglie e altre cianfrusaglie" di Arto Paasilinna
L’assicuratore Volomari Volotinen è un collezionista compulsivo di antiche rarità. Non c’è limite agli oggetti che desidera, né alle follie che è pronto a fare per metterci le mani, dal colbacco di Lenin agli slip di Tarzan, dalla dentiera del maresciallo Mannerheim alla ghigliottina che giustiziò Danton, da una clavicola di Cristo a un refrigeratore da latte scremato di inizio secolo, convertito con successo in distillatore di acquavite. Non è certo un caso che Volomari si sia perdutamente innamorato di Laura Loponen, di vent’anni più vecchia di lui, ex ausiliaria di prima linea della Seconda guerra mondiale e ora maestra pasticcera e inossidabile compagna di vita, come il resto dei suoi cimeli. Per fortuna il mondo è pieno di polizze da firmare, doli da smascherare e controversie risolvibili con un generoso indennizzo, che portano l’assicuratore collezionista a girare per tutta Europa, dalla Lapponia a Londra, dal Mar Glaciale Artico a Budapest, raccogliendo sulla via cianfrusaglie di ogni secolo, ciascuna con una storia tanto strampalata quanto inestimabile. Ben lungi dal dubitare della loro autenticità, con la fede di un credente per le sue reliquie, Volomari appaga così la sua sete di pezzi unici, o forse di immaginazione. Di avventura in avventura, tutte le epoche sono rivisitate da Paasilinna, che punta il mirino del suo humour sulla nostra religiosa dipendenza dagli oggetti, su quell’ansia di possedere, catalogare, accumulare, nell’illusione di tappare i fori da cui la vita ci sfugge ogni giorno.

Per Fabbri editori e Rizzoli abbiamo due titoli molto attesi.

"Io sono buio" di Kiersten White

Una principessa non dovrebbe essere brutale.
Ma Lada, figlia di Vlad Dracul, è diversa da ogni altra: affamata di potere fin da piccola, preferisce la lotta e i coltelli alle bambole.
L’esatto contrario del fratello Radu, dolce, bellissimo e delicato come un bocciolo di rosa. Quando i due vengono lasciati in ostaggio dal padre, ancora bambini, al sultano dell’Impero Ottomano – prigionieri di un
sovrano crudele e sottomessi a una cultura completamente diversa dalla propria – Lada inizia a progettare la sua spietata vendetta.
Mentre la ragazza si prepara a combattere, il figlio del sultano Mehmed si mette tra lei e il fratello, spingendoli a diventare rivali. E in questo triangolo avvelenato forze potenti tendono gli animi: desideri di riscatto, gelosie
tremende e un’ambizione sfrenata.
Avvolta in un vortice di passioni turbinose, Lada si troverà di fronte alla scelta più difficile: portare a termine il suo piano o arrendersi all’unico nemico che forse non è in grado di sconfiggere, l’amore.

"I nostri cuori chimici" di Krystal Sutherland

Lei ha perso il fratello, lui l'amico di una vita. Ma il dolore potrebbe unirli per sempre.
Una storia di primi amori, cuori spezzati e dei sogni romantici con cui speriamo di rammendarli.

Henry Page ha 17 anni e non si è mai innamorato. Paradossalmente, la colpa è del suo inguaribile romanticismo: Henry è da sempre così aggrappato al sogno del Grande Amore da non aver lasciato spazio alle cotte che da anni elettrizzano le vite dei suoi amici. Non è una scena da film nemmeno il primo incontro con Grace Town: Grace cammina con un bastone, porta vestiti da ragazzo troppo grandi per lei, ha sempre lo sguardo basso. Complice il giornale della scuola, Henry se la ritrova vicina di scrivania, e presto precipita nella rete gravitazionale di Grace, che più conosce, e più diventa un mistero. Grace ha ovviamente qualcosa di spezzato, ma questo non fa che attirare Henry, convinto di poterle ridonare quel sorriso che fino a pochi mesi prima la accompagnava ovunque. Ma forse il Grande Amore è più amaro di quanto i romantici credano.

Un’opera prima che ricorda i primi successi di John Green come Cercando Alaska o Città di carta o il romanzo drammatico e sentimentale di Jennifer Niven Raccontami di un giorno perfetto, Premio Mare di Libri 2016. Un altro libro che si potrebbe accostare è Per una volta nella vita –Eleanor e Park della nota scrittrice YA american Rainbow Rowell, uscito due anni per PIEMME.

Passando a Fazi Editori abbiamo i seguenti titoli.

"Nebbia sul ponte di Tolbiac" di Léo Malet
Quando Nestor Burma riceve una misteriosa richiesta d’aiuto dall’ospedale della Salpêtrière, si precipita sul posto a dare un’occhiata. Ma è troppo tardi: Abel Benoit, un vecchio anarchico, è morto prima di poter parlare con lui. Cosa aveva da dirgli? E perché il mondo dell’anarchismo parigino, con il quale Burma è stato intimamente coinvolto, non è più quello di una volta? Che fine hanno fatto i suoi vecchi amici? Forse qualche indizio può fornirlo Bélita Moralés, seducente gitana che a sua volta nasconde tanti segreti e ha alle spalle una vicenda familiare dai risvolti inaspettati. O forse la pista giusta è legata a un altro caso: la scomparsa, avvenuta nel 1936 nei dintorni del ponte di Tolbiac, di una grossa somma di denaro. È un’inchiesta dura e dolorosa, quella che attende Nestor Burma. Ed è ambientata nel XIII arrondissement, il quartiere dove ha trascorso la sua adolescenza misera ma ricca d’ideali: un luogo pieno di ricordi, dove il passato spunta fuori all’angolo di ogni strada. Un’indagine durante la quale si imbatterà nell’amore e nella morte e dalla quale uscirà scosso come non mai.
Nebbia sul ponte di Tolbiac è unanimemente considerato il capolavoro di Léo Malet, e le sue sono pagine fra le più felici del noir europeo.

"Al caffè degli esistenzialisti" di Sarah Bakewell
Siamo a cavallo tra il 1932 e il 1933. Al Bec-de-Graz, un caffè di Parigi la cui specialità sono i cocktail all’albicocca, si incontrano tre giovani amici: Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir e il loro compagno di scuola Raymond Aron. È lui a introdurre Sartre e la de Beauvoir alla fenomenologia, una nuova corrente di pensiero così radicale che, dice indicando i bicchieri, «Se sei un fenomenologo puoi parlare di questo cocktail ed è filosofia!».
Questa stringata argomentazione dà a Sartre l’ispirazione di cui era in cerca da anni, e gli offre lo spunto per creare la propria filosofia basata sull’esperienza della vita reale, sull’amore e il desiderio, sulla libertà e l’essere, sui caffè e i camerieri, sull’amicizia e il fervore rivoluzionario. Sono idee che ammalieranno Parigi, avranno rapida diffusione in tutto il mondo e lasceranno un marchio indelebile sulla cultura giovanile degli anni Sessanta, dai movimenti per i diritti civili a quelli studenteschi fino alle rivendicazioni del femminismo.
Sarah Bakewell, grazie a uno stile che con la stessa elegante disinvoltura affronta concetti metafisici e aneddotica, dilemmi morali e faide ideologiche, racconta la storia dell’esistenzialismo moderno come un sorprendente e felice incontro di idee, menti e persone.
Al caffè degli esistenzialisti è un viaggio originale in una delle filosofie più affascinanti del XX secolo, abitata da personaggi che hanno impresso una traccia indelebile nella storia del pensiero contemporaneo, da Sartre e la de Beauvoir, “il re e la regina dell’esistenzialismo”, fino ai loro amici e fieri avversari come Camus, Heidegger, Merleau-Ponty e Lévinas. Attraverso l’intreccio di biografia e pensiero, Bakewell ci conduce al cuore di una filosofia talmente influente da aver cambiato letteralmente il corso di numerose vite e che è riuscita ad affrontare la più grande di tutte le questioni: chi siamo e come dovremmo vivere?

"Mary Lavelle" di Kate O'Brien
Irlanda, 1922. La giovane Mary Lavelle intraprende un lungo viaggio per raggiungere Altorno, in Spagna, dove l’attende un incarico di istitutrice e insegnante di inglese presso la famiglia Areavaga. La decisione del fidanzato John di rimandare le nozze, in attesa di una più soddisfacente stabilità economica, è solo il pretesto della partenza. La verità è che Mary intende seguire, finalmente, l’impulso all’indipendenza, e la Spagna risponde perfettamente al suo bisogno d’avventura. I colori sconvolgenti del paesaggio, il carattere misterioso e infuocato degli abitanti, l’eleganza e il sangue della corrida colpiscono profondamente la giovane, iniziata ai misteri dell’affascinante paese del Sud dal circolo delle “miss” irlandesi che vi abitano da molti anni. Una di loro le confesserà di amarla, in due pagine di sincera intensità che, nel 1936, costarono al libro la censura immediata. Ma Mary è destinata a ricambiare, con grande sensualità, l’amore di Juanito, il figlio sposato degli Areavaga, provocando lo scandalo che segnerà la vita di tutti.
Mary Lavelle è un grande capolavoro da riscoprire, uno studio intimo dell’identità e della psicologia femminili in cui si fondono la passionalità ottocentesca di Cime tempestose e il femminismo novecentesco di Gertrude Stein. Dal romanzo è stato tratto il film La voce degli angeli, diretto da Nick Hamm, con Franco Nero, Vincent Pérez, Polly Walker e Penélope Cruz.

"Baires" di Chiara Rapaccini
«Baires è un romanzo autobiografico, un noir, un libro di avventura, e perché no, un mistery. Non ultimo, è una storia per bambini». Così l’autrice descrive questo suo libro originalissimo e pieno d’atmosfera che narra la perdita di sé e le conseguenti disavventure di una donna ritratta in un momento di crisi. Sensuale, ipnotico, scritto con una lingua ironica e strabordante di immagini che richiamano atmosfere tipiche del realismo magico, il racconto si dipana tra Buenos Aires, la provincia argentina e Roma. La protagonista, alter ego della scrittrice, è Frida, una donna di mezza età, stilista e disegnatrice per bambini che, annientata dal lutto per la perdita del marito, fugge dalla sua città verso un territorio misterioso e contraddittorio: l’Argentina. Viaggiando, la donna si spoglia poco a poco di strati sovrapposti, convenzioni, certezze, narcisismi e sicurezze che, come bucce di cipolla, l’hanno avvolta per almeno metà della sua esistenza. Elegante, sicura di sé, ancora bella, a causa e grazie al dolore per la perdita del compagno, un geniale uomo di cinema che l’ha resa dipendente e insicura, recupera a poco a poco il nocciolo duro della propria anima prendendo dolorosamente coscienza di sé così come dell’inevitabile passare del tempo. Perdendosi nelle strade affollate e bollenti di Buenos Aires, attraversando lande desolate tra i fiumi Uruguay e Paranà, incontrando la magia grazie alle mani di una sciamanna, in un incontro a metà tra sogno e veglia, Frida finalmente ritroverà se stessa attingendo forza, tra le altre cose, dalla propria creatività artistica.

"Carpe Diem" di Orazio
Quasi tutti conoscono almeno un verso di Orazio, il grande poeta latino, uno dei più grandi di tutti i tempi: se non altro, il famosissimo e universale carpe diem.
Pochi hanno avuto invece l’opportunità di leggerlo e goderne, se non sudando sul latino dei banchi di scuola. Ed è un peccato. Raffinatissimo e intenso, antico e moderno al tempo stesso, Orazio continua – a più di duemila anni dalla morte, avvenuta nell’8 a.C. – a far sentire la propria voce, a meditare sulla fuga del tempo, invitando gli uomini a non lasciarsi sfuggire la densità dell’istante, l’attimo da cogliere e vivere in pienezza. Scontroso e irascibile, innamorato della saggezza e del vino, fu uomo solitario, ma credette profondamente nell’amicizia. Amò le donne con passione, ma della passione ebbe sospetto e timore. Non ebbe figli, né eredi, ma scelse di lasciare al mondo l’inconsistenza della parola poetica: «Un monumento più eterno del bronzo, più alto delle piramidi».
Minacciato da quel “male di vivere” che chiamò funestus veternus, cercò sempre un equilibrio interiore che non si lasciasse turbare dalle alterne vicende della vita, ma seppe anche accettare con un sorriso le debolezze proprie e altrui.
La sua poesia insegue la perfezione e l’eleganza assolute, ma spesso i suoi versi raggiungono la vetta ben più ardua della semplicità. Aspira all’eternità, ma esalta la bellezza del momento presente. Vorrebbe pronunciare la parola “speranza”, ma teme che sia un inganno. Non crede agli dèi, e se ne dispiace.
E così Orazio consacra la sua voce a una dimensione intermedia, a quella terra di nessuno che sta nel mezzo, fra il cielo e la terra: nel “non più” degli dèi fuggiti, nel “non ancora” del Dio che viene.
Questo piccolo libro offre una nuova traduzione di trenta componimenti – tra i più belli – scelti tra Epodi, Odi, Epistole. Una traduzione in versi il più possibile fedele al testo oraziano, ma che ne restituisca facilmente il senso, evitando inutili e pesanti arcaismi. Come tutte le traduzioni, non renderà mai appieno la bellezza dell’originale. Per questo conserva il testo latino a fronte. Ma se tradurre è – inevitabilmente – tradire, è l’unico tradimento che si possa consumare per amore.
dalla prefazione di Giovanni Ricciardi

Abbiamo un nuovo titolo graphic novel per NPE Editori.


“L'uomo non è fatto per la sconfitta.
Un uomo può essere distrutto ma non sconfitto.”
Uno splendido ed elegante cartonato. Un fumetto dal potente bianco e nero, scandito dai silenzi e dai tempi lenti del mare. L’ultima sfida di un uomo.
Dal romanzo premio Pulitzer di Hemingway.

Ambientato sull’isola di Cuba, il romanzo presenta pochissimi personaggi. Manolin, un giovane ragazzo che rappresenta la speranza, il marlin (l’enorme pesce che verrà catturato) e il vecchio, profondamente segnato di una vita dura e piena di sacrifici.
Tutto in lui era vecchio, ad eccezione dei suoi occhi che erano rimasti del colore del mare. La sua lotta con il pesce afferma il suo orgoglio e il suo coraggio, che sembravano già persi da tempo, ma anche la notevole forza che dimostra combattendo quasi a mani nude con i pescecani.
Il pesce catturato ha una notevole rilevanza nel romanzo. Si tratta di un marlin enorme, lungo circa 5 metri e mezzo, «con delle strisce color viola che la cingevano; e accanto a lei, nuotavano due remore grigie, che non si allontanavano mai».
Nei suoi movimenti è calmo e infonde nel marinaio un senso di nobiltà; sembra che, nonostante la situazione, tra i due si sia instaurato un rapporto quasi paritetico.

Ed eccoci giunti all'ultimo editore di oggi (ma non certo per importanza) che è Newton Compton Editori per cui sono usciti un po' di titoli ma vi andrò a citare, fra tutti, quelli che reputo più interessanti fra tutti. Vi rimando comunque al sito dell'editore per scoprire tutte le novità.

"Natale a Notting Hill" di Karen Swan

Dall'autrice del bestseller Un diamante da Tiffany

Migliaia di addobbi e luci scintillanti decorano Londra mentre si avvicina il Natale, ma Nettie Watson non è in vena né di feste né di regali. Il Natale, per lei, è solo il ricordo doloroso di quello che aveva, della vita che era abituata a fare e di chi non c’è più… Quando, con sua grande sorpresa, si ritrova al centro di una campagna mediatica senza precedenti e, ancora più inaspettatamente, attira l’attenzione di Jamie Westlake, la popstar più amata del momento, la situazione la coglie del tutto impreparata. Jamie è famoso per essere un impenitente spirito libero ma l’attrazione nei confronti di Nettie è evidente e innegabile, come del resto i suoi sforzi per ignorare i propri sentimenti e la straordinaria chimica tra loro… Nettie, dal canto suo, è alle prese con profonde ferite: il dolore per la scomparsa della madre è ancora troppo fresco e non ha idea di come lasciarselo alle spalle per accogliere la gioia di quelle luci sfavillanti, della pienezza degli abeti carichi di neve e la promessa di quell’amore che sta bussando al suo cuore…

"Una fredda mattina d'inverno" di Barbara Taylor Sissel
In una fredda mattina di ottobre, Lauren Wilder arriva a un pelo dall’investire Bo Laughlin, che cammina lungo il bordo della strada. Bo, un giovane molto conosciuto nella piccola città di Hardys Walk, sembra non aver riportato danni, anche se il sesto senso di Lauren le suggerisce il contrario. La verità è che la donna non si è più ripresa veramente dall’incidente che ha avuto due anni prima e non è in grado di fare affidamento sulle sue capacità mentali. Succede, però, che Bo scompare e la polizia cerca di appurare se la sparizione possa essere ricollegata a lei. Lauren è terrorizzata, non tanto da quello che ricorda, ma soprattutto da ciò che non riesce a mettere a fuoco. Proprio perché non sa ricostruire cosa sia successo davvero, Lauren inizia la sua indagine personale per trovare la soluzione del mistero della scomparsa di Bo. Ma la verità può rivelarsi scioccante più di qualunque menzogna, e purtroppo non sarà lei la sola ad affrontarne le conseguenze…

Uno stupido incidente, una nebbia di ricordi.
Cosa è successo davvero quella fredda mattina?

"Un bacio sotto le stelle" di Melissa Landers
Cara sapeva che la sua permanenza sul pianeta Leria non sarebbe stata una passeggiata, eppure si sente sola nella nuova scuola, circondata da alieni ostili. Nemmeno la colonia, nella quale si cercano di fondere le due culture, le sembra rassicurante. Lei e Aelyx, un giorno, potrebbero vivere insieme lì, ma sono così pochi gli spazi di libertà concessi che Cara comincia a dubitare di poter essere felice su quel pianeta, anche con il fidanzato al suo fianco. Intanto Aelyx è sulla Terra e sta cercando di rinsaldare l’alleanza tra i due pianeti. Gli esseri umani non sanno che la loro stessa sopravvivenza dipende dalla riuscita di questa impresa: solo i simili di Aelyx possiedono infatti la tecnologia per affrontare il problema della contaminazione globale delle acque che i governi stanno nascondendo, e di cui nessuno sembra davvero rendersi conto…

"La guerra degli Dei. Il ritorno del serpente" di Graham Hancock
Una città d’oro. Un imperatore da sconfiggere. Un’impresa senza tempo

Hernán Cortés è deciso a conquistare tutto il Messico e l’oro degli Aztechi. Dopo aver sconfitto i Maya a Potonchan, marcia su Tenochtitlan, la città d’oro. Con un esercito di sole cinquecento unità è chiamato a fronteggiare il folle imperatore Montezuma e le centinaia di migliaia di uomini ai suoi comandi. Cortés si aspetta che i Tlascaliani, nemici da sempre degli Aztechi, si alleino con lui. Purtroppo si sbaglia di grosso. E così un assalto improvviso mette a rischio la sua stessa vita. Il destino sembra segnato, ma la sfida non è solo a colpi di armi, perché il ritorno del “serpente piumato” è vicino come quello delle forze più potenti mai viste sulla terra.

Direi che per oggi è tutto. Tanti titoli interessanti e diversi fra loro. V'incuriosisce qualcuno di loro o già li avete letti? Fatemi sapere!

Alla prossima.

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