Nel caso li abbiate letti, mi raccomando fatemi sapere come li avete trovati. ^^
sabato 31 gennaio 2015
#LetteraturaGiapponese | Nikki Bungaku
I monogatari non erano la sola letteratura che circolava durante in Periodo Heian alla corte di Heian-Kyō, anche i Nikki (diari) avevano la loro parte. In particolare in questi due nuovi video parleremo di tre titoli: Kagerō Nikki, Tosa Nikki e Sarashina Nikki.
Nel caso li abbiate letti, mi raccomando fatemi sapere come li avete trovati. ^^
Nel caso li abbiate letti, mi raccomando fatemi sapere come li avete trovati. ^^
giovedì 29 gennaio 2015
Oggi parliamo con... #12 - Flavio Firmo
Buon pomeriggio amici lettori! Eccomi qua tornata per presentarvi un nuovo autore: Flavio Firmo. Conosciamolo assieme! ^^
Ciao Flavio, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portata ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?
La mia vita è simile a quelli di molti altri. Mi sono innamorato di una ragazza a 15 anni, ci siamo scritti lettere appassionate per 5 anni senza mai incontrarsi e un giorno lei si è presentata a casa mia. Dopo due anni di convivenza ci siamo sposati e dopo 12 mesi abbiamo divorziato. Ho frequentato i locali di ballo latino americano, fatto amicizia con zingari e poi ho incontrato una donna talmente diversa dal mio girovagare da sposarla e farci una figlia meravigliosa. Nel frattempo ho quasi sfiorato il fallimento economico, ho avuto i mobili di casa pignorati e sono risorto in un nuovo lavoro. Sono stato per sette anni consecutivi campione di Subbuteo della mia provincia e ho giocato al torneo di Montecarlo, Madrid e Edimburgo. Ho minacciato di morte il mio vicino di casa e ho curato un passero aggredito dal mio gatto.
Una vita come tante.
La scrittura è stata la conseguenza. Avevo scritto delle cose attorno ai vent'anni e prima ancora tenevo una specie di diario di racconti spaziali con protagonisti i professori dell'istituto tecnico. Ancora oggi sembra che sia il testo più letto dagli studenti.
Poi un buio di vent'anni. Mi sono svegliato e ho scritto il mio primo libro "il cavaliere bianco" e poi "il campione di subbuteo". Fino a Eve che ritengo sia il lavoro più maturo.
"Eve" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia?
Un caro amico che aveva letto i libri precedenti mi ha consigliato di scrivere qualcosa per le donne. Al primo impatto gli ho dato del matto, donne? cosa significa scrivere per le donne? Mi ha spiegato che il mio tratto era sprecato per il lettore maschile che in pratica non legge. Invece le donne sono più attente e soprattutto più lettrici. L'idea mi ha ronzato nella testa fino a prendere corpo.
Ti va di parlaci un pochino della trama?
Eve è un transessuale. Bella, talmente bella che chi non la conosce crede sia una donna. Non è la storia di un trans emarginato, Eve è perfettamente integrata nella società. Lavora in un negozio di abbigliamento e ha un fidanzato di quindici anni più vecchio. Tutto molto bello. Un giorno il fidanzato la scarica di colpo, senza una spiegazione e lei si ritrova un debito parecchio corposo lasciatole dal fidanzato. Come farà una bella ragazza come lei a ripagare il debito? Riuscirà a riparare il proprio cuore ferito? Ricordiamoci che se all'apparenza è una donna, sotto sotto non lo è.
Com’è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?
Scriverlo è stato magnifico. finalmente mi sentivo libero dagli schemi e potevo muovere la protagonista lungo il filo della storia lasciando semplicemente le cose accadere.
In questo romanzo ci sono tutti i sottoeroi della mia testa. Truffatori, zingari, bariste. Sono loro il profumo della storia, oltre a Eve che si è rivelata un personaggio molto potente. In questa storia ho cercato di trasmettere un messaggio, non una morale, ma come una spiegazione. Volevo spiegare alle donne come sono fatti gli uomini e quale miglior personaggio di un trans. Un corpo di donna con una mente maschile. Istinto e ormoni.
Il punto forte di questa storia è proprio il trans che non viene descritto nell'emarginazione. Eve è integrata nella società, non si prostituisce e non si droga. Eppure entrerà in un circolo di esperienze più grandi di lei.
Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?
King, uno dei maestri di tutti noi, scrive quattro ore e legge quattro ore. Questo sarebbe il mio sogno. Non si può scrivere senza essere dei forti lettori, chi dice il contrario è un pessimo scrittore e gli auguro una vita di aggettivi ridondanti. I miei favoriti sono diversi autori. Per la trama e l'intreccio ho una passione per Jeffery Deaver, colleziono i suoi libri e ne ho anche uno con dedica. Per lo stile il signor Wallace è inarrivabile. Infinite Jest è stile allo stato puro, ne leggo un paio di capitoli al mese. La storia magari non ha un grande senso, ma come vede le cose lui. Purtroppo non ha retto il talento e si è ucciso.
King è il maestro e non serve aggiungere nulla. Ci sono pezzi migliori e pezzi peggiori, ma rimane il maestro.
Poi ci sono i russi, un grande capitolo a parte. Dostojevski è il mio prediletto e il suo "delitto e castigo" è un must per ogni autore. Mi piace meno "Guerra e pace" di Tolstoi, ma sono gusti personali. La mia libreria Anobii dice che ho letto 122 libri in tre anni, c'è di tutto. Adesso sto leggendo Joe Abercrombie e mi piace molto.
Hai già progetti di scrittura futuri in testa?
A Gennaio presenterò Fòbal, un romanzo su un quarantenne che riforma la squadra di calcio di quando era ragazzo. Un libro decisamente per i maschietti. Attualmente sto scrivendo "il principino della truffa", il titolo è provvisorio, ma credo sarà un lavoro degno di nota. Spero.
Ciao Flavio, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portata ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?
La mia vita è simile a quelli di molti altri. Mi sono innamorato di una ragazza a 15 anni, ci siamo scritti lettere appassionate per 5 anni senza mai incontrarsi e un giorno lei si è presentata a casa mia. Dopo due anni di convivenza ci siamo sposati e dopo 12 mesi abbiamo divorziato. Ho frequentato i locali di ballo latino americano, fatto amicizia con zingari e poi ho incontrato una donna talmente diversa dal mio girovagare da sposarla e farci una figlia meravigliosa. Nel frattempo ho quasi sfiorato il fallimento economico, ho avuto i mobili di casa pignorati e sono risorto in un nuovo lavoro. Sono stato per sette anni consecutivi campione di Subbuteo della mia provincia e ho giocato al torneo di Montecarlo, Madrid e Edimburgo. Ho minacciato di morte il mio vicino di casa e ho curato un passero aggredito dal mio gatto.
Una vita come tante.
La scrittura è stata la conseguenza. Avevo scritto delle cose attorno ai vent'anni e prima ancora tenevo una specie di diario di racconti spaziali con protagonisti i professori dell'istituto tecnico. Ancora oggi sembra che sia il testo più letto dagli studenti.
Poi un buio di vent'anni. Mi sono svegliato e ho scritto il mio primo libro "il cavaliere bianco" e poi "il campione di subbuteo". Fino a Eve che ritengo sia il lavoro più maturo.
"Eve" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia?
Un caro amico che aveva letto i libri precedenti mi ha consigliato di scrivere qualcosa per le donne. Al primo impatto gli ho dato del matto, donne? cosa significa scrivere per le donne? Mi ha spiegato che il mio tratto era sprecato per il lettore maschile che in pratica non legge. Invece le donne sono più attente e soprattutto più lettrici. L'idea mi ha ronzato nella testa fino a prendere corpo.
Ti va di parlaci un pochino della trama?
Eve è un transessuale. Bella, talmente bella che chi non la conosce crede sia una donna. Non è la storia di un trans emarginato, Eve è perfettamente integrata nella società. Lavora in un negozio di abbigliamento e ha un fidanzato di quindici anni più vecchio. Tutto molto bello. Un giorno il fidanzato la scarica di colpo, senza una spiegazione e lei si ritrova un debito parecchio corposo lasciatole dal fidanzato. Come farà una bella ragazza come lei a ripagare il debito? Riuscirà a riparare il proprio cuore ferito? Ricordiamoci che se all'apparenza è una donna, sotto sotto non lo è.Com’è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?
Scriverlo è stato magnifico. finalmente mi sentivo libero dagli schemi e potevo muovere la protagonista lungo il filo della storia lasciando semplicemente le cose accadere.
In questo romanzo ci sono tutti i sottoeroi della mia testa. Truffatori, zingari, bariste. Sono loro il profumo della storia, oltre a Eve che si è rivelata un personaggio molto potente. In questa storia ho cercato di trasmettere un messaggio, non una morale, ma come una spiegazione. Volevo spiegare alle donne come sono fatti gli uomini e quale miglior personaggio di un trans. Un corpo di donna con una mente maschile. Istinto e ormoni.
Il punto forte di questa storia è proprio il trans che non viene descritto nell'emarginazione. Eve è integrata nella società, non si prostituisce e non si droga. Eppure entrerà in un circolo di esperienze più grandi di lei.
Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?
King, uno dei maestri di tutti noi, scrive quattro ore e legge quattro ore. Questo sarebbe il mio sogno. Non si può scrivere senza essere dei forti lettori, chi dice il contrario è un pessimo scrittore e gli auguro una vita di aggettivi ridondanti. I miei favoriti sono diversi autori. Per la trama e l'intreccio ho una passione per Jeffery Deaver, colleziono i suoi libri e ne ho anche uno con dedica. Per lo stile il signor Wallace è inarrivabile. Infinite Jest è stile allo stato puro, ne leggo un paio di capitoli al mese. La storia magari non ha un grande senso, ma come vede le cose lui. Purtroppo non ha retto il talento e si è ucciso.
King è il maestro e non serve aggiungere nulla. Ci sono pezzi migliori e pezzi peggiori, ma rimane il maestro.
Poi ci sono i russi, un grande capitolo a parte. Dostojevski è il mio prediletto e il suo "delitto e castigo" è un must per ogni autore. Mi piace meno "Guerra e pace" di Tolstoi, ma sono gusti personali. La mia libreria Anobii dice che ho letto 122 libri in tre anni, c'è di tutto. Adesso sto leggendo Joe Abercrombie e mi piace molto.
Hai già progetti di scrittura futuri in testa?
A Gennaio presenterò Fòbal, un romanzo su un quarantenne che riforma la squadra di calcio di quando era ragazzo. Un libro decisamente per i maschietti. Attualmente sto scrivendo "il principino della truffa", il titolo è provvisorio, ma credo sarà un lavoro degno di nota. Spero.
sabato 24 gennaio 2015
Oggi parliamo con... #11 - Filippo Gigante
Buondì miei cari amici lettori, eccoci qua oggi per parlare con un nuovo autore: Filippo Gigante. Conosciamolo assieme.
Ciao Filippo, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portato ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?
Ciao a tutti e ovviamente grazie per avermi concesso questa intervista. Mi reputo un appassionato lettore che fin da piccolo ha sempre voluto conoscere il mondo dell'editoria. Son stato sempre curioso di scoprire come effettivamente venisse stampato un libro. Desideravo vedere nella mia libreria anche un mio romanzo e ad oggi, ho già due bei titoli in bella vista. La mia maestra d'italiano, invece, mi ha sempre sostenuto nella scrittura facendomi apprezzare la bella calligrafia e la magia della poesia. La scrittura è diventata per me, nel tempo, la forma di comunicazione più vicina al mio pensiero. Un modo per trasmettere attraverso le mie storie più messaggi positivi, messaggi di rinascita. Mi piace ovviamente leggere, immergermi nella natura con lunghe passeggiate o pedalate in bicicletta, amo le nuove tecnologie ma ogni anno, a Natale, non tarda a giungere a casa dei miei amici una bella lettera scritta a mano. Sono un fan dei film d’animazione Disney e quando mi è possibile vado al cinema da solo o in compagnia. Colleziono francobolli, cartoline, dvd e fumetti. Mi piace, inoltre, promuovere giovani scrittori e musicisti esordienti attraverso il mio sito ufficiale o contatti social perché so bene che non è sempre facile trovare qualcuno che ti pubblicizzi e faccia conoscere attraverso il semplice passaparola.
"Bianco e nero" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia?
Quando inizio a scrivere una storia, sono già consapevole di come andrà più o meno a finire. L’idea di scrivere “Bianco e nero” è nata in un periodo della mia vita ancorato ad un episodio particolare e un po’ complicato. Desideravo dar voce alla mia mole di pensieri e nello stesso istante volevo distaccarmi dal quotidiano ed ho trovato nella stesura di questo romanzo la cura al mio stato emozionale. Volevo raccontare la storia di un ragazzo totalmente immerso in una serie di eventi poco piacevoli, caricandolo di quella bella dose di insoddisfazione generale presente in molti giovani. Nelle pagine ci sono: la famiglia, gli amici, il cancro, la perdita di una persona cara, la difficoltà di comprendere i buoni consigli in un groviglio di negatività, la forza e la volontà di ricominciare, l’inaspettato e la poesia. Elementi importanti che sono comuni in tutte le nostre stesse vite e che ho cercato di racchiudere in una storia che doveva svelare al lettore la bellezza della luce, di una positività quasi sempre nascosta dalle ombre delle avversità o “tempeste” come le definisco nel romanzo stesso. Scrivo, infatti: “Sono sempre le tempeste a smuovere le nostre vite”.
Ti va di parlaci un pochino della trama?
Alex è il giovane protagonista di una storia che si trasforma in un viaggio tra contrapposizioni e riflessioni che si mescolano nella bellezza della natura, nel suono del mare, nella forza dei ricordi e delle emozioni. Credo che il lettore troverà piacevole perdersi anche tra le suggestive illustrazioni, realizzate tra l’altro da mio fratello Davide (nonché autore della copertina), che lo condurranno alla scoperta di Monte Lontano.
E poi ci sono l’amore di un padre e la saggezza del clown bianco Damabiah. Il protagonista Alex dovrà imparare a comprendere e ad amare tutte le sfumature di una vita che spesso è smossa dalle tempeste attraverso la conoscenza, l’incontro e l’ascolto di diversi personaggi (il nonno Sato, gli amici Betta, Francy e Cris). Una storia che lascia spazio all'essenza delle piccole cose e di quei respiri (così si chiamano i capitoli!) così profondi che tracciano il viaggio delle vite di tutti tra nascita, morte e rinnovamento.
Com’è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?
Scrivere questo romanzo è stata una vera e propria cura. Ho sperimentato la mia personalità attraverso le stesse emozioni del protagonista Alex che, non nascondo, un po’ mi rispecchia per molti suoi atteggiamenti e considerazioni. Questo libro è stato scritto con la brama del lupo e con un forte desiderio di esprimere anche quel pizzico di “rabbia” nei confronti della malattia: il cancro. Nel periodo, poco prima dell’inizio della stesura, avevo ricevuto da un mio caro amico, la diagnosi di un tumore. Mentre lui combatteva il mostro, io scrivevo per trasmettere a più persone possibili la volontà di non perdere mai le speranze. All’uscita del libro, il male fu sconfitto e le pagine scritte per curare inizialmente un mio stato interiore e poi l’inquietudine di una malattia, potevano essere lette da tutti. La storia di Alex poteva finalmente donare l’energia positiva raccolta durante un periodo buio.
Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?
Mi sento principalmente un lettore con la passione di scrivere storie. Se non avessi letto tanto durante la mia adolescenza, non mi sentirei così ricco come oggi. Più si legge e più si ha la possibilità di conoscere nuovi mondi e di far tue storie che avresti voluto vivere, condividere o semplicemente scrivere o conoscere. Ciò che mi affascina non è il genere letterario, ma la trama stessa di un libro che esso sia un giallo, un thriller, un romanzo per ragazzi… poco importa. La lettura arricchisce l’animo e la mente. Sono del parere che bisognerebbe sempre promuoverla nelle scuole, nelle università e in luoghi comuni come bar, pub o ristoranti. Credo sia meraviglioso inventarsi nuove forme di promozione della lettura attraverso l’incontro con altre arti e passioni. Non importa se non tutti i progetti legati alla lettura vadano in porto, l’importante è non scoraggiarsi e combattere questa “crisi” a testa alta, perché “la cultura ci salverà, sempre”. Personalmente ho voluto accostare la lettura del mio secondo romanzo “La Piscina delle Mamme” in eventi culinari organizzati. L’esperimento riuscitissimo continuerà il prossimo anno con nuove presentazioni in librerie con cucina ed associazioni pronte a voler condividere con me questa unione letteraria-culinaria.
Hai già progetti di scrittura futuri in testa?
Certo. Il prossimo libro, in uscita nel 2015, concluderà la “trilogia dei colori” da me così nominata per via di alcune scelte grafiche di copertina. Si tratta di tre romanzi brevi (“Bianco e nero”, “La Piscina delle Mamme” e il nuovo “Bentornato a casa”) che si accumunano da una copertina simile per via di una divisione grafica tra la parte superiore bianca e un altro colore (nero, azzurro e verde) e tre elementi chiave al centro (piume, bolle, impronte). Prossimamente è prevista l’uscita di una raccolta di racconti e poesie (da molti lettori richiesta ripetutamente) e di un romanzo “fantasy” e poi… chissà! Ben vengano nuovi progetti, perché per le storie non c’è mai fine all’immaginazione.
Buone letture e buone storie a tutti!
Ciao Filippo, grazie innanzitutto della tua disponibilità. Che ne diresti d'iniziare parlandoci un pochino te, di cosa ti piace fare ma soprattutto di cosa ti ha portato ad approcciarti alla scrittura e che ruolo ha quest'ultima nella tua vita?
Ciao a tutti e ovviamente grazie per avermi concesso questa intervista. Mi reputo un appassionato lettore che fin da piccolo ha sempre voluto conoscere il mondo dell'editoria. Son stato sempre curioso di scoprire come effettivamente venisse stampato un libro. Desideravo vedere nella mia libreria anche un mio romanzo e ad oggi, ho già due bei titoli in bella vista. La mia maestra d'italiano, invece, mi ha sempre sostenuto nella scrittura facendomi apprezzare la bella calligrafia e la magia della poesia. La scrittura è diventata per me, nel tempo, la forma di comunicazione più vicina al mio pensiero. Un modo per trasmettere attraverso le mie storie più messaggi positivi, messaggi di rinascita. Mi piace ovviamente leggere, immergermi nella natura con lunghe passeggiate o pedalate in bicicletta, amo le nuove tecnologie ma ogni anno, a Natale, non tarda a giungere a casa dei miei amici una bella lettera scritta a mano. Sono un fan dei film d’animazione Disney e quando mi è possibile vado al cinema da solo o in compagnia. Colleziono francobolli, cartoline, dvd e fumetti. Mi piace, inoltre, promuovere giovani scrittori e musicisti esordienti attraverso il mio sito ufficiale o contatti social perché so bene che non è sempre facile trovare qualcuno che ti pubblicizzi e faccia conoscere attraverso il semplice passaparola.
"Bianco e nero" è il titolo del tuo romanzo, da cosa ti è nata l'idea di questa storia?Quando inizio a scrivere una storia, sono già consapevole di come andrà più o meno a finire. L’idea di scrivere “Bianco e nero” è nata in un periodo della mia vita ancorato ad un episodio particolare e un po’ complicato. Desideravo dar voce alla mia mole di pensieri e nello stesso istante volevo distaccarmi dal quotidiano ed ho trovato nella stesura di questo romanzo la cura al mio stato emozionale. Volevo raccontare la storia di un ragazzo totalmente immerso in una serie di eventi poco piacevoli, caricandolo di quella bella dose di insoddisfazione generale presente in molti giovani. Nelle pagine ci sono: la famiglia, gli amici, il cancro, la perdita di una persona cara, la difficoltà di comprendere i buoni consigli in un groviglio di negatività, la forza e la volontà di ricominciare, l’inaspettato e la poesia. Elementi importanti che sono comuni in tutte le nostre stesse vite e che ho cercato di racchiudere in una storia che doveva svelare al lettore la bellezza della luce, di una positività quasi sempre nascosta dalle ombre delle avversità o “tempeste” come le definisco nel romanzo stesso. Scrivo, infatti: “Sono sempre le tempeste a smuovere le nostre vite”.
Ti va di parlaci un pochino della trama?
Alex è il giovane protagonista di una storia che si trasforma in un viaggio tra contrapposizioni e riflessioni che si mescolano nella bellezza della natura, nel suono del mare, nella forza dei ricordi e delle emozioni. Credo che il lettore troverà piacevole perdersi anche tra le suggestive illustrazioni, realizzate tra l’altro da mio fratello Davide (nonché autore della copertina), che lo condurranno alla scoperta di Monte Lontano.
E poi ci sono l’amore di un padre e la saggezza del clown bianco Damabiah. Il protagonista Alex dovrà imparare a comprendere e ad amare tutte le sfumature di una vita che spesso è smossa dalle tempeste attraverso la conoscenza, l’incontro e l’ascolto di diversi personaggi (il nonno Sato, gli amici Betta, Francy e Cris). Una storia che lascia spazio all'essenza delle piccole cose e di quei respiri (così si chiamano i capitoli!) così profondi che tracciano il viaggio delle vite di tutti tra nascita, morte e rinnovamento.
Com’è stato scriverlo? Quali sono stati i momenti più importanti e quali gli aspetti che hai cercato di valorizzare e far emergere maggiormente in questa storia?
Scrivere questo romanzo è stata una vera e propria cura. Ho sperimentato la mia personalità attraverso le stesse emozioni del protagonista Alex che, non nascondo, un po’ mi rispecchia per molti suoi atteggiamenti e considerazioni. Questo libro è stato scritto con la brama del lupo e con un forte desiderio di esprimere anche quel pizzico di “rabbia” nei confronti della malattia: il cancro. Nel periodo, poco prima dell’inizio della stesura, avevo ricevuto da un mio caro amico, la diagnosi di un tumore. Mentre lui combatteva il mostro, io scrivevo per trasmettere a più persone possibili la volontà di non perdere mai le speranze. All’uscita del libro, il male fu sconfitto e le pagine scritte per curare inizialmente un mio stato interiore e poi l’inquietudine di una malattia, potevano essere lette da tutti. La storia di Alex poteva finalmente donare l’energia positiva raccolta durante un periodo buio.
Si dice che, di solito, prima di essere scrittori si è anche lettori. Sei d'accordo con quest'affermazione? Quanto è importante la lettura nelle tue giornate? Quali sono i generi che maggiormente ti affascinano?
Mi sento principalmente un lettore con la passione di scrivere storie. Se non avessi letto tanto durante la mia adolescenza, non mi sentirei così ricco come oggi. Più si legge e più si ha la possibilità di conoscere nuovi mondi e di far tue storie che avresti voluto vivere, condividere o semplicemente scrivere o conoscere. Ciò che mi affascina non è il genere letterario, ma la trama stessa di un libro che esso sia un giallo, un thriller, un romanzo per ragazzi… poco importa. La lettura arricchisce l’animo e la mente. Sono del parere che bisognerebbe sempre promuoverla nelle scuole, nelle università e in luoghi comuni come bar, pub o ristoranti. Credo sia meraviglioso inventarsi nuove forme di promozione della lettura attraverso l’incontro con altre arti e passioni. Non importa se non tutti i progetti legati alla lettura vadano in porto, l’importante è non scoraggiarsi e combattere questa “crisi” a testa alta, perché “la cultura ci salverà, sempre”. Personalmente ho voluto accostare la lettura del mio secondo romanzo “La Piscina delle Mamme” in eventi culinari organizzati. L’esperimento riuscitissimo continuerà il prossimo anno con nuove presentazioni in librerie con cucina ed associazioni pronte a voler condividere con me questa unione letteraria-culinaria.
Hai già progetti di scrittura futuri in testa?
Certo. Il prossimo libro, in uscita nel 2015, concluderà la “trilogia dei colori” da me così nominata per via di alcune scelte grafiche di copertina. Si tratta di tre romanzi brevi (“Bianco e nero”, “La Piscina delle Mamme” e il nuovo “Bentornato a casa”) che si accumunano da una copertina simile per via di una divisione grafica tra la parte superiore bianca e un altro colore (nero, azzurro e verde) e tre elementi chiave al centro (piume, bolle, impronte). Prossimamente è prevista l’uscita di una raccolta di racconti e poesie (da molti lettori richiesta ripetutamente) e di un romanzo “fantasy” e poi… chissà! Ben vengano nuovi progetti, perché per le storie non c’è mai fine all’immaginazione.
Buone letture e buone storie a tutti!
Iscriviti a:
Post (Atom)